È allarme sulle nuove droghe: 6 ragazzi su 10 ne fanno uso

Gli esperti ne hanno catalogate 670. Sono le nuove droghe, in qualche caso addirittura legali, che da qualche anno stanno invadendo l’Europa. Nel convegno organizzato a Roma dall’Osservatorio sulle Dipendenze, sono emersi dati allarmanti. Droghe così diffuse nel nostro paese da farci considerare il secondo mercato europeo e far stimare che almeno il 60% tra adolescenti e giovani italiani le ha provate almeno una volta. «A spingere l’introduzione di sempre nuove sostanze è stato l’abbassamento del prezzo della cocaina, che ha fatto sì che le associazioni criminali abbiano iniziato a cercare altri mercati», ha spiegato  Fabrizio Schifano, docente dell’università dell’Hertfordshire e uno dei promotori della rete europea RedNet specializzata nella caccia alle nuove droghe. La crescita delle droghe furbe è esponenziale e a dichiarare guerra alle “smart drugs” sono ormai tutte le istituzioni internazionali. Arrivano, vengono scoperte e nel giro di sei mesi scompaiono. Lo scorso anno l’Istituto Superiore di Sanità ne aveva contate 146 nei due anni precedenti in Italia.

Le più diffuse sono a base di efedrina, caffeina, taurina ma anche sostanze con caratteristiche allucinogene. Promettono di aumentare le potenzialità cerebrali, la capacità di apprendimento e memoria nonché di migliorare le “performance” fisiche di chi le assume ed anche di fornire effetti psichedelici di “visioni sensoriali ed allucinogene” particolari, percezioni, sensazioni, emozioni e processi mentali in genere. Per alcuni il termine smart-drugs indica tutta una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti (che tentano di simulare l’effetto dell’ecstasy) che assicurano effetti eccitanti pur rimanendo nella legalità (caffeina, ginseng, etc.): vengono proposte e consumate soprattutto in discoteche, rave party ecc.. Per altri le smart-drugs si confondono molto più con le droghe naturali o droghe etniche, confinando il loro consumo ad ambienti più alternativi rispetto alla discoteca. «Queste droghe hanno ormai la maggioranza del mercato, fino al 70% – ha spiegato Antonio Di Tommaso, Responsabile Ufficio Accertamenti Tecnici di Polizia Giudiziaria Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma – e stimiamo che il 60% dei giovani tra 15 e 20 anni le abbia provate almeno una volta. Il canale di diffusione principale è Internet, ma ne abbiamo anche sequestrate in porti e aeroporti». La battaglia, sul fronte della prevenzione, è appena iniziata.