Rubato il busto di Almirante al cimitero del Verano

Il busto di bronzo di Giorgio Almirante è scomparso dal mausoleo monumentale del Verano. «Non credevamo ai nostri occhi e pensavamo di aver sbagliato tomba – ha detto sconvolta la figlia del leader missino Giuliana De Medici – poi l’amara conferma. E la constatazione, ben più amara, che nessuno aveva visto e sentito nulla per cui è impossibile stabilire il giorno e l’ora del furto». Lo storico leader del Movimento sociale italiano, protagonista indiscusso non solo della destra ma di un pezzo di storia italiana, morto il 22 maggio 1988, venne sepolto nel cimitero del Verano in una tomba donata dal Comune. A scoprire l’orribile furto, segno di inciviltà e della sopravvivenza di anacronistici odi politici, sono state ieri la vedova, Assunta Almirante, e la figlia, Giuliana. Lo scempio ha destato sconcerto e sdegno nelle due donne e in tutto il mondo della destra. Sicuramente quella del furto del busto non è stata un’azione fulminea, né improvvisata. «È di bronzo, pesa notevolmente – ha spiegato Giuliana De Medici – ed era installato nel cemento armato per cui i ladri (una sola persona non avrebbe potuto farlo, evidenzia) hanno dovuto e potuto agire indisturbati per più tempo». Per Donna Assunta «lo scempio perpetrato ai danni della tomba di mio marito è il doloroso segno del degrado in cui versa il Verano. La sporcizia e l’incuria regnano sovrane insieme alla mancanza di un servizio di guardia efficace e degno della struttura che ospita, com’è noto, i resti dei personaggi più illustri della Capitale e della nazione».