Legge di Stabilità, è scontro tra Pdl e Pd

È bagarre tra il Pdl e il Pd sull’iter della legge di Stabilità. Il Pdl chiede che possano essere esaminati con attenzione sia il decreto sulla raccolta delle firme per le elezioni che la legge di stabilità. Provvedimento quest’ultimo che, osserva Fabrizio Cicchitto, «il Senato ha arricchito di molti elementi». Questa la richiesta arrivata dal Pdl nella conferenza dei capigruppo di ieri alla Camera. Un atteggiamento che il Pd con Dario Franceschini definisce polemicamente «dilatorio».
«Il Pdl punta ad allungare la durata della legislatura, anche se di qualche giorno, andando contro – sottolinea Franceschini – il percorso indicato dal presidente della Repubblica». La legge di stabilità, attacca l’esponente del Pd, «arriva tardi perché, una volta saputo delle dimissioni di Monti, il Pdl e Schifani hanno rallentato il percorso».
Franceschini quindi conferma «l’impegno del Pd ad approvare i decreti nei tempi annunciati».
Contro la richiesta del Pdl va all’attacco anche Luigi Bersani: «Non possono usare il Parlamento, la legge di stabilità per i loro problemi». Immediata la risposta di Cicchitto: «L’accusa di atteggiamento dilatorio è priva di fondamento. Non è vero che il Pdl tarda a far arrivare la legge di stabilità alla Camera; le modifiche richieste al Senato erano bipartisan. Da parte nostra non c’è alcun atteggiamento dilatorio, semmai di serietà». Il capogruppo del Pdl poi sottolinea che, viste le modifiche apportate al Senato, «posto che voteremo a favore, il tempo per esaminare il testo, sia in commissione che in aula, ce lo vogliamo prendere, non c’è un impegno preciso su un giorno particolare». Cicchitto poi ricorda che il Senato «ha introdotto molti elementi di arricchimento». Anche per quanto riguarda il decreto sulle liste elettorali, il provvedimento «noi lo vogliamo esaminare nelle virgole. È pur sempre un decreto che riguarda le elezioni, che facciamo? Vogliamo approvarlo a Camere sciolte?», avverte Cicchitto. Che poi aggiunge: «Stiamo procedendo in modo singolare. Ma – conclude – a tutto c’è un limite». E poi conclude: «La data più ragionevole per le elezioni è il 24 febbraio. Non si capisce perché debba essere seguita l’indicazione sul 17 fatta da un solo partito».
Scende in campo anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: «Le accuse di Franceschini al presidente Schifani sono assurde. Non c’è stato alcun rallentamento, ma la giusta attenzione per un provvedimento complesso ed importante quale la legge di Stabilità. Franceschini venga al Senato e si renderà conto di cosa voglia dire lavorare seriamente nell’interesse del Paese».
E intanto, l’approdo in aula al Senato del ddl è slittato a stamattina. La commissione Bilancio ha approvato due emendamenti che riducono i tagli dei Comuni di 400 milioni di euro e consentono di allentare il patto interno degli enti locali di un miliardo. La misura prevede più risorse a Comuni e Province, per allentare il patto di Stabilità interno e ridurre i tagli, pari a 1,4 miliardi di euro.