Non spremete Tolkien fino all’ultima goccia

Tormentato il lancio dell’ultimo film di Peter Jackson tratto da Lo Hobbit, “Un viaggio inaspettato”, che in Italia uscirà il 13 dicembre. Dopo le accuse degli animalisti (tre cavalli morti perché custoditi male) sdegnosamente respinte dal regista, arriva l’azione legale degli eredi dello scrittore, indignati per lo sfruttamento dei personaggi della Terra di Mezzo per videogiochi e in particolare per un gioco di slot online che lederebbe l’immagine di Tolkien oltre ad andare ben al di là dello sfruttamento dei diritti d’autore sancito da un accordo che risale al 1969. La denuncia contro Warner Bros, New Line e il produttore Saul Zaentz è corredata dalla richiesta di risarcimento danni per 80 milioni di dollari. Ciò non impedirà agli appassionati di godersi le mirabilia del nuovo film di Peter Jackson ma la vicenda pone la questione dell’invadente merchandising collegato alle creazioni fantastiche di Tolkien. Come ha detto il figlio Christopher, l’opera del padre non è «una vacca da spremere fino all’ultima goccia». Anche perché, nello spregiudicato lavoro di spremitura, il latte rischia di guastarsi. E non è proprio un buon servizio da rendere a un autore che ha cercato, con successo, di essere sub-creatore di un’epica moderna e ha osteggiato con convinzione le logiche del profitto.