Bondi stavolta provoca anche i cattolici e si becca ironie e rispostacce

Scintille. Non sono piaciute le analisi di Sandro Bondi contro i cattolici del partito e gli ex An contenute in una lunga intervista rilasciata a La Stampa sulle prospettive del centrodestra. Ad arrabbiarsi sono stati soprattutto i cattolici ex Forza Italia. Il punto cruciale del suo pensiero è che «ci sono, all’interno del partito, posizioni di radicalismo religioso alla “Tea party” che sono in contrasto anche con il cattolicesimo». Né va meglio, secondo Bondi, con «la parte più confessionale del Pdl che rappresenta solo uno spicchio del mondo cattolico. Penso a Formigoni che dovrebbe riflettere sulla sua esperienza politica, sugli errori commessi, sul sistema di potere che assomiglia sempre più a quello delle Regioni rosse».
L’identità di un partito liberale e riformista non può essere sbilanciato sui temi etici, polemizza. Immediata la reazione dei chiamati in causa. Maurizio Sacconi gli fa notare che i temi etici proposti in questi anni sono stati maggioritari nel Pdl. Ridicolo definire «talebane» posizioni condivise da tutto il governo Berlusconi e dalla quasi totalità dei senatori che hanno recentemente richiesto la definiva approvazione della legge sul fine di vita». Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del PdL al Senato risponde: «Mi limito a ricordare che l’allora ministro Bondi dichiarò davvero nato il Pdl il giorno in cui il governo del quale faceva parte approvò all’unanimità il decreto per tentare di salvare la vita a Eluana Englaro. Poiché non posso dubitare della sua coerenza devo pensare che oggi queste cose le afferma per dare al Pdl l’estrema unzione e per dire in maniera indiretta ma chiarissima che certe convivenze nello stesso partito a suo parere non sono più possibili». Risponde a tono Eugenia Roccella: «Con questi attacchi reiterati il Pdl rinnega se stesso». Le posizioni espresse da Bondi non sono «laiche e liberali», ma semplicemente subalterne alla cultura politica della sinistra, alla sua idea di laicità e alla sua visione antropologica». Infine arriva la risposta acuminata di Viviana Beccalossi all’accusa agli ex An di avere impedito il rinnovamento del partito: «Bondi non si è accorto che il pessimo risultato nei sondaggi della lista Forza Italia (dietro anche ad un ipotetico partito di Alfano,) è causato soprattutto dall’accostamento della sua faccia al progetto immaginato da Berlusconi. Il novello “coniglio mannaro” di antiche tradizioni marxiste se ne faccia una ragione».