L’Aquila: poltrone in cambio di voti. Questo l’accordo Pd-Fli

Gli accordi pre-elettorali all’Aquila tra Pd e Fli infiammano l’ultimo scorcio di campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica tra l’uscente di centrosinistra Massimo Cialente e Giorgio De Matteis, del movimento “L’Aquila città aperta”. I cittadini aquilani sono venuti così a conoscenza della concordata spartizione di posti tra i due partiti in caso di vittoria di Cialente. La vicenda è stata riassunta nei minimi dettagli dal quotidiano online Abruzzo web che ha pubblicato i dettagli dell’accordo, dal titolo “Protocollo d’intesa per la rinascita dell’Aquila”, un documento con tanto di firme in calce. Sul quale si preannunciano denunce. Nel testo si legge che, in caso di vittoria, il gruppo di Fli sarebbe stato ricompensato con l’assessorato al Sociale, con la gestione dei bandi con il supporto di una persona di staff con possibilità di trasformazione in più contratti part-time, e con la presidenza di una commissione consiliare. Ma il testo dell’accordo prevedeva anche altre nomine da assegnare a Fli: la presidenza dell’Afm (gestione farmacie), di un membro del cda dell’Asm (rifiuti), dell’ex Onpi (assistenza anziani) e del consorzio dei Beni culturali. E ancora il presidente del collegio revisori dei conti dell’Ama (trasporti) e un componente nel Sed (informatica) nonché in quello del Comune dell’Aquila. Si ipotizzava inoltre una nomina nel cda della Gran Sasso Acqua. L’accordo comunque è sfumato e sono volate parole grosse tra Cialente e gli uomini di Fli con reciproci scambi di accuse.
«Lo spettacolo offerto a L’Aquila dai campioni del moralismo militante è altamente istruttivo», ha commentato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato. «Stando ai carteggi pubblicati – prosegue – chi fino a ieri ha preteso di impartire lezioni dal pulpito, mercanteggiava il sostegno elettorale al sindaco uscente Massimo Cialente in cambio non di un riconoscimento politico, ma di posti pubblici e incarichi retribuiti fissati addirittura con un apposito ‘protocollo d’intesa’ tra Pd e Fli che i sottoscrittori hanno avuto la sfrontatezza di denominare ‘per la rinascita dell’Aquila’».