Carissimo nemico: Usa e Russia tornano verso la Guerra Fredda

Se non fosse preoccupante, sarebbe ridicolo. Il pianeta viaggia verso un’altra Guerra Fredda. Quella delle spie, degli intrighi internazionali, degli agenti segreti, delle morti misteriose, degli ombrelli che sparano e di chissà quante altre diavolerie. Scherzi a parte, il quadro geopolitico si sta muovendo: dopo il crollo dell’Urss, gli Stati Uniti pensavano di avere la Terra a loro disposizione, ma un certo Vladimir Putin ha sparigliato le carte della Casa Bianca. Il mondo torna a essere bipolare, da questo punto di vista, anche se l’arsenale e la tecnologia russa non sono neanche lontanamente al livello di quelle statunitensi. Ma c’è anche una diversità di investimento: gli Usa spendono nella difesa (chiamiamola così), la somma di quanto spendono tutti gli altri. Ma il Cremlino non si arrende: quando Putin ne scrisse durante la sua campagna presidenziale, sembrava solo una boutade elettorale, ma ora Mosca sembra intenzionata davvero a sviluppare futuribili super armi segrete. Il vicepremier Dmitri Rogozin, che sovrintende al complesso industriale-militare, ha annunciato nei giorni scorsi una legge per creare un’agenzia per la promozione di tecnologie avanzate. «Una versione russa del Darpa», ha osservato, riferendosi all’agenzia Usa per i progetti di ricerca avanzata sulla difesa. La “Defense Advanced Research Projects Agency” (in italiano significa “agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa”), è l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare. Darpa ha sviluppato tecnologie importanti, come le reti informatiche, fondando Arpanet, che si sviluppò poi nel moderno… Internet. Tornando in Russia, lo stesso ministro della Difesa Anatoli Serdiukov si impegnò a preparare entro fine anno, completandolo entro il 2020, un piano per la creazione di armi «basate su nuovi principi fisici», incluse quelle «genetiche, psico-fisiche, geofisiche, a onde e a raggi» di cui aveva parlato Putin nel suo articolo elettorale il 20 febbraio, definendole «più accettabili sul piano politico e militare» di quelle nucleari. Ma forse di cui parlarono più che altro Asmiov, Campbell, Anderson e Clark nei loro romanzi di fantascienza. Critici e scettici molti analisti, che dubitano della capacità scientifiche russe di mettere a punto armi che sfidano anche le leggi della fisica.
Il Pentagono da parte sua risponde sullo stesso piano: Leon Panetta, capo del Dipartimento della Difesa ed ex direttore della Cia, ha creato una nuova unità di spionaggio militare per le operazioni all’estero. È quanto hanno reso noto fonti del Pentagono, spiegando che la nuova unità, chiamata “Defense Clandestine Service”, sarà concentrata sulle principali sfide alla sicurezza nazionale, come l’Iran, e quindi non solo, come è tradizionale compito dell’intelligence militare, negli scenari di guerra. Il nuovo servizio, è stato spiegato, avrà il compito di «garantirsi che gli agenti siano nella giusta località per svolgere il proprio compito», sottolineando come la decisione sia stata presa dopo aver analizzato uno studio della national intelligence che raccomandava che i servizi militari si concentrassero anche su obiettivi lontani dai teatri di guerra. In un territorio quindi di tradizionale competenza della Cia. Ma, hanno assicurato dal Pentagono, non vi sarà alcuna competizione con Langley o desiderio di usurparne la centralità da parte della nuova unità che dovrebbe alla fine avere «diverse centinaia di agenti» operativi, tutti però recuperati dalle file già esistenti dell’intelligence militare. «Non prevediamo assunzioni di nuovi agenti, o creazione di nuove autorità», precisano ancora dal Pentagono spiegando che si prevede che nei prossimi anni «vedremo una diminuzione dell’impegno nei fronti di guerra».
E la Cina? Nessuno la considera? Pechino non è preoccupata? No, perché nel 2013 il Celeste Impero sarà il primo mercato per la Porsche e Pechino è già in pole-position per sfruttare le risorse minerarie dell’Artide…