Slitta il corteo della Destra: meglio non far rischiare chi arrivava in pullman

Piegato dalla neve? Non si direbbe, il popolo della destra rinvia e rilancia. Salta per il maltempo il corteo nazionale di oggi nella Capitale, ma è solo uno slittamento di quattro settimane. «Tanto – ridacchia Francesco Storace, a passeggio per Roma con il libro di Giorgia Meloni sottobraccio –  non è che tra un mese diminuiranno le tasse o avremo risolto la crisi del mercato del lavoro».

Nevica, governo ladro?

Direi “nevica, governo tecnico”. Abbiamo dovuto rinviare, non avevamo altra scelta.

Gliel’ha chiesto il sindaco Alemanno, è vero? Il primo amore non si scorda mai…

Certo, anche il sindaco ci ha invitato a fare un passo indietro per evitare disagi. Per la verità avevo paura del rientro dei pullman sulle strade ghiacciate, ne abbiamo riempiti più di 110, da tutta Italia.

L’appuntamento è spostato al 3 marzo

Sì è sarà una manifestazione dal forte effetto aggregativo e di protesta contro il governo delle banche che nessuno ha eletto, e per riconquistare la sovranità popolare.

Se non ci fosse la neve, oggi che cosa avrebbe davanti ai manifestanti?

Avrei posto la grande questione della sovranità popolare. C’è una questione democratica grande come una casa.

Be’, anche il governo precedente aveva un Parlamento di “nominati”…

Sì, ma era stato eletto democraticamente.

Quindi elezioni subito?

Certo e non solo. Avrei parlato e parlerò di sovranità monetaria, che significa far tornare Bankitalia pubblica e gli italiani padroni della loro moneta. In pochi sanno che tutto è in mano ai privati, sia la Banca centrale che quella europea. E ancora della questione della sovranità economica. A marzo Monti firmerà il trattato del patto di bilancio.

Cioè?

In pratica è un patto che stabilisce che i bilanci vengono scritti sotto dettatura, io dico “benissimo”, ma va deciso. Chiedo al centrodestra di farsi promotore di un referendum che si esprima sull’argomento. Cioè su come dobbiamo stare in Europa. La scelta non deve venire dall’alto, da Bruxelles.

La gente non sa o non vuole vedere?

Fa comodo sotterrare la verità. Un presidente americano disse “se i cittadini sapessero del signoraggio bancario ci ritroveremmo con i forconi”. Ora i forconi ci sono davvero. Non so perché il Pdl assecondi questa tendenza…

Forse solo in attesa di votare…

Perché non staccano la spina? Per il timore che hanno di perdere le elezioni, questo governo probabilmente arriverà alla fine della legislatura perché c’è chi non sa stare senza potere.

Il Pdl in questo momento è al governo secondo lei?

E allora perché sostiene Monti?

Non lo so, me lo dica lei…

Credo che ci sia paura di andare alle urne in questo momento e si preferisca stare a tutti i costi con il governo.

Il disagio si diceva, c’è davvero tanta voglia di rivolta popolare in giro?

Il disagio sociale è fortissimo, io dico sempre che non serviva scomodare mezza Bocconi per aumentare la benzina, reintrodurre l’Ici o scambiare i pensionati per evasori fiscali. Nella pancia del paese c’è un sentimento di avversione profondo e la Destra è pronta a intercettarlo. Attenzione, non siamo contro la logica dei sacrifici. Ma bisogna avere il mandato per farlo.

Ultima questione, la riforma elettorale, lei sente puzza di bruciato?

Ho apprezzato il primo Alfano, mi piace meno il secondo. Sento parlare di sistema proporzionale tedesco, ho paura che salti in aria il bipolarismo. Sono per la correzione del Porcellum e per la preferenza. Che almeno ci lascino il diritto di tribuna, se qualcuno pensa di tenere ai margini della politica alcune forze, si sbaglia.