Gira che ti rigira ci ripropongono il monocolore Dc

Monti annuncia che il suo passaggio rinnoverà radicalmente la politica italiana: nulla sarà più come prima. Come esempio porta il “ritrovato” dialogo tra le forze parlamentari, plasticamente rappresentato dalla nuova formula degli incontri trilaterali Alfano-Bersani-Casini sulle riforme. A parte il fatto che la formula ABC non è che sia di per sé un’innovazione della politica: abbiamo avuto già il CAF. Per superare le crisi i grandi partiti da sempre fanno accordi a tempo e a tema. E oggi l’elemento di crisi quasi mortale per la politica è Monti. Quindi i politici – se vogliono sopravvivere – devono trovare un modo di riformare la politica per non farsela annichilire. Non che ci sia poi tra i tre una comunione di intenti sul dopo. Bersani vuole sopravvivere al rischio di essere cannibalizzato da Sel e Idv. Il Pdl deve trovare un buon motivo per restare insieme, considerato che fino a ieri il collante – per troppi – era l’ininterrotto successo. Casini ha già archiviato il Terzo Polo e rilancia la Balena Bianca. Sogna una grande aggregazione né di destra né di sinistra, che sia centrale alla politica: un cosiddetto catch-all party (un partito acchiappatutto) con lui a capo. Una crisi di bulimia democristiana, insomma, che si tramuta nel desiderio di papparsi tutto il pappabile alla sua destra e alla sua sinistra. Rischia di funzionare, perché lo slittamento a sinistra provocato dalla serie di sconfitte del Pd alle primarie, spingerà popolari e ulivisti a cercare un’altra casa. In casa Pdl, dopo che per tre anni si è dato per scontata una diaspora degli ex-An, si rende evidente quanto da noi sempre dato per ovvio, e cioè che la componente di destra è quella che avrebbe meno da guadagnare da una dissoluzione del Pdl con conseguente pericolo di nuove marginalizzazioni. Al contrario aumentano le irrequietezze di chi guarda con maggiore fiducia a un proprio riciclaggio in una restaurazione centrista, strizzando l’occhio al progetto di Casini. Il Fli, per bocca di Briguglio, esprime la propria idiosincrasia per il piano casinista di inglobarlo in un remake di Moby Dick. Pd e Pdl si trovano in sintonia sulla necessità di preservare il bipolarismo. Casini oggi invece dice: perché fare il Terzo se posso essere il Primo? D’altronde, ha iniziato la legislatura con una rappresentanza inferiore al 6% e grazie a Napolitano si ritrova al governo insieme a due partiti che avevano ottenuto tra il 30 e il 40%, che guata oggi come una volpe che studia due pollai. In attesa che qualcuno, dall’interno, gli apra la porticina.