La guerra al chewing gum piace anche all’estero

«Roma dichiara guerra ai 15mila chewing gum gettati ogni giorno per strada». Le Monde, con ben due articoli dà ampio risalto all’iniziativa lanciata di recente nella capitale: una campagna di sensibilizzazione che la pone così allo stesso livello delle più grandi capitali europee e nordamericane dove attaccare una gomma in un monumento o gettarla per terra è passibile di multa. Ogni anno sono cinque milioni e 547mila quelle che vanno a imbrattare le strade di Roma.

Il protocollo d’intesa
Lo scorso 13 dicembre, la sovrintendenza ai Beni culturali di Roma capitale, Ama spa e l’associazione “Noi per Roma” hanno infatti siglato un protocollo d’intesa per l’avvio di un progetto congiunto di sensibilizzazione di rispetto agli spazi pubblici per la salvaguardia delle aree monumentali e archeologiche della città, anche dalle gomme americane. Una notizia che in pochi giorni ha fatto il giro del mondo. A parlarne non è stato il solo quotidiano francese, ma anche Emirates 24, il giornale di Montreal The Gazette, Le Post e il Daily News. Tutti a sottolineare l’importanza di un’iniziativa che dà lustro alla Capitale e tutti molto stupiti nello scoprire una Roma così civile e così concreta. Gettare infatti in terra, soprattutto in aree archeologiche o artistiche, la gomma può creare danni consistenti ai monumenti e grande dispendio economico per rimuoverle. Certo Roma non è Singapore, dove per una gomma americana si può finire in galera, ma le multe per chi sporca la città sono salate: 50 euro per chi viene scoperto a gettarle per strada. La gomma americana crea forte inquinamento perché viene biodegradata ogni cinque anni. Per l’Ama, inoltre, ogni intervento per togliere una gomma costa un euro.

Coinvolti i cittadini
Questo protocollo d’intesa vuole coinvolgere tutti, cittadini e associazioni, nella cura e nella pulizia della città. La pulizia straordinaria delle gomme americane è iniziata la scorsa settimana da Largo Argentina: tra gli improvvisati operatori ecologici c’erano il presidente dell’Ama (l’azienda che si occupa a Roma anche della nettezza urbana) Piergiorgio Benvenuti e la presidente dell’associazione “Noi per Roma” e consigliera regionale Isabella Rauti, insieme al sovrintendente di Roma Capitale Umberto Broccoli. «Abbiamo fatto tre iniziative – spiega la Rauti – la prima in ambito della giornata della cortesia fatta il 4 di dicembre, poi il 13 con l’idropulitrice abbiamo pulito largo Argentina e infine il 17 l’iniziativa la “Movida Pulita” nelle piazze: Trilussa, Santa Maria in Trastevere, Farnese e Campo de’ Fiori per sensibilizzare ad avere più rispetto per la città nella quale si vive e considerarla come casa propria. I nostri sono tutti interventi di carattere simbolico ma anche concreto ed educativo per una cittadinanza attiva. Stiamo delineando il programma annuale delle iniziative 2012 con interventi di solidarietà ed educazione ambientale. Ora abbiamo sospeso e ricominceremo a gennaio».

«Troppi pregiudizi»
Isabella Rauti sottolinea con piacere che «l’iniziativa non è passata inosservata. La stampa nazionale ha dato molto spazio alla notizia e anche la stampa estera ha mostrato molto interesse. I giornalisti stranieri non sono abituati a vedere una mobilitazione e un impegno attivo dei cittadini per la pulizia della città. Purtroppo, all’estero passa l’immagine che gli italiani sono pressappochisti, un’immagine che non è assolutamente vera. Ma con i fatti si renderanno conto che nei nostri confronti dovranno cambiare mentalità, perché siamo vittime di troppi pregiudizi». Il presidente dell’associazione “Noi per Roma” sottolinea che «poi, in questo momento di crisi c’è anche una maggiore partecipazione da parte dei cittadini perché è un momento di sobrietà di responsabilità e risparmio e c’è voglia di impegnarsi direttamente. Ovviamente si tratta di un’operazione simbolica che non risolve il problema, ma ha un significativo impatto culturale. Peraltro in molti Paesi è vietato gettare per strada le chewing gum e probabilmente la stampa estera che è sensibile a questo tema ha trovato interessante che anche Roma si sia mobilitata in questa direzione. Inoltre è difficile rimuoverla ed è biodegradabile in cinque anni. L’Ama – conclude – non può intervenire con azioni ordinarie, ma con interventi straordinari perché ci vorrebbe un alto costo in termini di risorse economiche e umane tutto ciò dovrebbe spingere i cittadini ad essere più sensibili e a pensarci due volte prima di appiccicare sui monumenti la gomma».