Con il Pdl “Europa nazione” arriva tra i popolari Ue

Cosa serve all’Europa? «Un vero popolo europeo, un autentico afflato unitario». Mentre tra Parigi e Berlino si fa un gran parlare di Bce, unione fiscale, salvezza della moneta unica, da Roma arriva un messaggio che riporta la crisi europea, e il modo in cui la si sta faticosamente affrontando, al suo peccato originale: «Se oggi a qualunque cittadino europeo viene chiesto se esiste un mercato o una moneta, la risposta è certamente sì. Se, invece, a ciascun cittadino europeo si chiede se esiste un popolo europeo, io credo che risponderebbe no».

«Più Europa» per salvare l’Europa
È stato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a ricordare che quell’Europa che ora si dà tanta pena per salvarsi è in realtà un soggetto incompleto, che oggi sconta tutta la sua debolezza politica. Per questo, ieri, presentando la partecipazione del partito al congresso del Partito popolare europeo che si terrà a Marsiglia mercoledì e giovedì, Alfano ha spiegato che la “missione” del Pdl sarà quella di riportare l’attenzione sulla necessità di una vera unione europea, basata non solo su finanza e mercati, ma anche su valori e prospettive. Gli unici in grado di garantire una risposta efficace anche di fronte alle crisi economiche. «L’Europa – ha spiegato Alfano – o sarà capace di difendersi e di porsi come interlocutore politico autonomo, oppure sarà destinata a soccombere. Queste sono le cose che diremo». Una posizione che il segretario del partito ha sintetizzato con uno slogan: «Faremo presente che la risposta alle difficoltà dell’Europa di oggi è che ci vuole più Europa». «Serve – ha chiarito – più coesione europea, non crediamo a un Europa a due velocità, non crediamo a un Europa in cui alcuni guidano e altri vengono trasportati come passeggeri di un pullman. Crediamo a un Europa che rafforzi il solidarismo e la mutua cooperazione e rafforzi con delle scelte la strategia di contenimento delle aggressioni finanziarie provenienti dell’esterno».

Una folta delegazione per il Ppe
Al congresso il Pdl sarà presente con una «folta delegazione», che sarà guidata da Silvio Berlusconi e dai capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. In totale parteciperanno 37 delegati e 51 ospiti, fra i quali anche i rappresentanti delle Regioni e delle fondazioni culturali che fanno riferimento all’area politica del centrodestra. Non mancheranno, naturalmente, i 29 eurodeputati del partito. «Ci faremo portatori dell’urgenza di costruire un afflato e un sentimento del popolo europeo», ha sottolineato ancora Alfano, che ieri ha dato all’ex ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, la delega per i rapporti con il Ppe.

I partiti si devono ristrutturare
Ieri Alfano, prima di incontrare la stampa a via dell’Umiltà, era stato a colloquio con Wilfred Martens, il presidente del Ppe in visita a Roma. È stato un incontro lungo, più lungo del previsto, tanto che Alfano è arrivato all’appuntamento con i cronisti con mezz’ora di ritardo. Perché da rifondare non c’è solo l’Europa. Gli stessi partiti, che ne rappresentano l’anima politica, hanno la necessità di ripensarsi, di farsi a loro volta sempre più europei, tanto a livello comunitario quanto a livello nazionale. «La crisi economica globale – ha spiegato il segretario, presentando la nomina di Ronchi – ha palesemente messo in discussione la costruzione europea e le principali famiglie politiche che l’hanno animata». La fase che si vive è, dunque, «di profonda ristrutturazione» e «occorrerà vincere ogni tentazione di chiusura nazionalista e superare le mere rivendicazioni di parte. Il raccordo tra le forze politiche nazionali e i rispettivi referenti europei – ha sottolineato Alfano – diviene cruciale». Il Pdl quindi andrà a Marsiglia a tracciare una strada di reciprocità, sulla quale i partiti nazionali devono farsi più europei e il partito europeo deve farsi più nazionale. È una consapevolezza che a Roma è già fortemente radicata, come dimostra il progetto di dare vita a quella “costituente dei moderati” di cui molto si parla e su cui si lavora.

La sconfitta del modello socialista
Ma c’è una responsabilità in più che è stata sottolineata da Alfano, ovvero che tocca proprio al Ppe e ai partiti che ad esso fanno riferimento fondare questa nuova Europa. «Come dimostra l’esperienza spagnola, non è la via socialista la risposta ai problemi europei», ha sottolineato il segretario del Pdl, ricordando che «il partito socialista europeo non ha una ricetta migliore». Alfano, quindi, ha chiarito che «anche quando in Italia, dai partiti della sinistra, sento dire che il problema dell’Europa è la prevalenza dei leader di estrazione popolare rispetto a quelli di estrazione socialista, mi pare di sentir una cosa non vera». «Del resto – ha precisato l’ex Guardasigilli – basta vedere come sono andate le cose in Spagna per capirlo: un laicismo radicale ha puntato su finti diritti che poi si sono tramutati in una cocente sconfitta per il Partito socialista europeo».

Ripartire dai valori del popolarismo
La via da seguire perché l’Europa possa darsi un’anima e una identità capaci di vincere le sfide dei tempi, quindi, per il centrodestra italiano è quella dei «valori del popolarismo europeo». Sono questi che «dovranno essere i valori fondanti della nuova Europa». «Il nostro obiettivo – ha rivendicato quindi in segretario del Pdl – è portare in Europa il messaggio del popolarismo italiano che riteniamo di rappresentare, perché i valori del popolarismo europeo sono interamente mutuati all’interno dello Statuto del Pdl».