Scarlett & Silvio, le due facce della privacy

Aproposito di privacy. Ve l’immaginate la procura di Milano che scatena i suoi migliori investigatori per provare ad incastrare chi ha rubato le foto di Berlusconi mentre nel bagno di Arcore si misura la ricrescita dei capelli posticci? Difficile. Ma il tema esiste. In una fase politica in cui tutto ciò che abbia a che fare con la sfera privata del Cavaliere – dalle foto delle donne nel suo letto alle sue conversazioni telefoniche private – viene dato in pasto ai media italiani senza alcuna considerazione del diritto alla privacy, dagli Stati Uniti arriva la notizia che l’Fbi ha aperto un’indagine sulle foto intime rubate alla popolare attrice Scarlett Johannson, pubblicate da una mano anonima sul web. Si tratta di foto scattate dalla stessa attrice col telefonino che la ritraggono in topless e davanti allo specchio del bagno, rubate dagli hacker e diffuse da molti siti internet di gossip. Una vicenda che ovviamente non ha nulla a che vedere con la politica, ma sulla quale forse andrebbe fatta una riflessione: la tutela della privacy, da quelle parti, esiste davvero, anche quando investe un personaggio pubblico, anche quando ci sarebbero cose più importanti di cui occuparsi, anche quando fa piacere a tutti godere di immagini sublimi grazie alle “spiate” di un’abile mano. Nelle conversazioni del premier, nelle sue feste private, nelle immagini delle sue concubine date in pasto ai giornali, non c’è davvero nulla di sublime, ma questo non significa che tutto sia concesso, quando c’è di mezzo un premier a cui dare una spallata mediatica e giudiziaria. La velata minaccia che una manina segreta possa servire su un piatto d’argento ai giornali amici delle Procure quella battutine, vere o presunte, sull’avvenenza della Merkel, dà l’esatta misura di come sulla privacy di Berlusconi si possa procedere con il carrarmato, fino al punto di minacciare la stabilità dei mercati. E senza un giudice che si preoccupi di bloccare la pubblicazione di verbali irrilevanti per le indagini ma eccitanti per i cronisti anti-Silvio almeno quanto le tette della Johannson possono esserlo per noi.