“Quelli che” privatizzare è meglio…

Privatizzare per dare «un esempio virtuoso all’Europa e ai mercati» ma soprattutto per ridurre il debito. Provocazione? Con tutta probabilità sì, soprattutto dopo la batosta emotiva dei referendum. Ma intanto è una proposta («non alla manovra economica» approvata dall’esecutivo, ha assicurato). L’ha lanciata dalle pagine del Secolo Guido Crosetto – il sottosegretario della Difesa che in questi giorni ha tenuto banco con la sua polemica con Giulio Tremonti – e come suo costume lo ha fatto senza mezze parole: privatizzare Eni, Enel, Fimeccanica e Poste per «aggredire il debito pubblico ragionando sulla vendita di una parte di quelle “cose” che lo Stato detiene ma che non sta scritto da nessuna parte debba possedere». L’obiettivo – come ha chiarito lo stesso Crosetto – non è recitare l’ennesimo contraltare al titolare di via XX settembre ma mettere in moto «un’operazione che sarebbe apprezzata dai cittadini» anche perché «ridurrebbe lo spazio di influenza della politica». Come lui stesso ha ammesso si tratta di una pietra lanciata nello stagno. Vediamo che effetto ha avuto.

Leggi l’articolo sul Secolo del 2 luglio