«Povero Pd, sessuofobo e pieno di contraddizioni»

«Dovevamo vederci a un convegno a Pisa il 21 maggio, lei era tra le relatrici. Poi è saltato tutto perché sono rimasta bloccata a Roma per seguire l’attività parlamentare. Però secondo me ha fatto male a farsi da parte. Doveva rimanere al suo posto. Fare un film porno non è mica un reato e non offende nessuno». Paola Concia è da sempre in prima fila nelle battaglie contro le discriminazioni sessuali, in particolare contro l’omofobia. All’indomani del caso della dirigente Pd “dimissionata” dal partito perché colpevole di aver girato un film porno, la sua telefonata arriva dopo la lettura della rassegna stampa. «Avete scritto che non sono intervenuta, non è vero. Ho rilasciato due dichiarazioni, al Manifesto e a Libero».

Vista da destra, pare che la ragazza di San Miniato sia rimasta sola. Se non la difende lei nel Pd chi lo fa?

Quali sono questi attacchi all’interno del Partito democratico?

Il quotidiano “Europa” è stato uno dei più perfidi. A differenza degli altri giornali ha riportato anche le iniziali della giovane, con tanto di frase sottoscritta dalla esponente democrat in occasione delle contestazioni a Berlusconi per le serate ad Arcore: ««Sono una donna, cittadina italiana, e mi ritengo offesa da come il capo del governo tratta il genere femminile».

Sotto questo aspetto la contraddizione esposta dal quotidiano di Menichini c’è tutta. È innegabile, da una parte scrivi queste cose dall’altra ti poni come oggetto di un certo desiderio maschile.

Nell’articolo si legge pure che con questa scelta di girare un film porno la ragazza «ha gettato al vento gli anni trascorsi nella Sinistra giovanile e poi nei Giovani democratici a organizzare feste e dibattiti».

Questo è un ragionamento che non sta in piedi. Il nostro dovrebbe essere un partito che accoglie, che comprende. Personalmente non condivido la scelta della giovane, ma da qui a condannarla ce ne corre.

Vado avanti, i dirigenti locali del Pd hanno consigliato alla ragazza, «di farsi aiutare da amici solidali».

Come se fosse una malata? In effetti c’è stato un atteggiamento molto impaurito. Vuole il mio parere? La classe dirigente politica italiana, tutta intera, è molto più arretrata rispetto al resto della società. Questa ragazza poteva rimanere nei suo incarichi, combattere per la sua scelta, che è quella di una maggiorenne, colta, indipendente economicamente, che ha fatto ciò che voleva senza danneggiare nessuno.

La domanda è ovvia, che differenza c’è tra la mercificazione della donna resa da un film porno e quel di cui si accusano Ruby e le altre?

La mia risposta è altrettanto scontata, da una parte abbiamo una ragazza con un incarico non istituzionale, dall’altra il presidente del Consiglio. E poi, secondo me, quando si ricoprono incarichi pubblici bisogna avere comportamenti sobri.

Quindi avrebbe chiesto anche le dimissioni di Clinton per il caso Lewinski?

Ovviamente.

Poniamo che abbia modo di parlare con la giovane ex dirigente Pd di San Miniato, sei la avesse di fronte, che cosa le direbbe?

Avrei piacere di parlarle per capire, sul piano culturale che cosa significa la sua scelta. Se non trova contraddittoria la sua scelta con l’attività politica. Lungi da me fare la moralista, di sicuro questo episodio conferma che la realtà giovanile è molto più complessa di come la classe dirigente, di destra e di sinistra, riesce a immaginarla.

E quel convegno del 21 maggio, non crede sia l’occasione per invitarla di nuovo e riparlarne?

E lei crede che in Italia sia possibile? Ormai l’hanno messa alla pubblica gogna, probabilmente vorrà evitare i contatti pubblici, non mi stupirei se fosse costretta a trasferirsi per un po’ all’estero. Putroppo viviamo in un paese che sui temi sessuali ha ancora il nervo scoperto.

Commentando la vicenda, il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha detto che il modello femminile del partito di Berlinguer era quello di Maria Goretti. E ha parlato di brutta figura per il partito…

Putroppo è vero che Maria Goretti era un modello anche per il Pci, ma mi pare che il modello maschile e “machista” invece non sia cambiato. E a proposito di “brutte figure”, al posto di Rossi mi preoccuperei più delle vicende dell’Enac.