Ma Santoro-Biscardi non sposterà voti

«A me i politici mi sono simpatici. Pure Berlusconi è simpatico, ma proprio perché è simpatico la gente lo vota e poi lui ci fa saltare per aria con le centrali nucleari». Questa è la fedele trascrizione dei primi secondi della telefonata di Adriano Celentano alla trasmissione di giovedì sera di Annozero. Utile a chi non era tra i 5.542.000 telespettatori (share del 21.24 per cento e programma più visto della prima serata). Tanto per capire l’orientamento e il livello del dibattito.  

Il processo del giovedì

Si dirà: Santoro che costruisce la puntata contro Berlusconi, che notizia è? La notizia semmai è l’ulteriore biscardizzazione della trasmissione. Un teatrino degli insulti in stile Processo del lunedì. Le rubriche potrebbero cambiare nome adattandosi al livello da bar sport. Qualche suggerimento: il moviolone di Marco Travaglio, il pendolino di Vauro, la schedina di Giulia Innocenzi. Inutile indignarsi, gli italiani lo hanno capito prima dei commentatori di centrodestra. Lo hanno capito perché alla fiction ormai bollita del Medico in famiglia hanno scelto la fiction con la Santanchè in versione Crudelia Demon. “Aldo” Santoro ha sguazzato nei battibecchi che hanno visto di volta in volta protagonisti Gad Lerner, Flavio Tosi e Pierferdinando Casini. Con il sottosegretario ed ex esponente della Destra protagonista anche di un siparietto con Vauro, cliccatissimo su youtube. La Santanchè ha mostrato la foto, presa da una pagina di Repubblica, di un comizio di Giuliano Pisapia in cui un giovane sventolava «una bandiera di Hamas». Ma la bandiera, come ha spiegato Santoro, non era di Hamas, ma di Freedom Flotilla, l’organizzazione non governativa di cui faceva parte Vittorio Arrigoni, il volontario italiano ucciso qualche settimana fa a Gaza da un gruppo di fondamentalisti palestinesi.

L’impero del Male berlusconiano
Nel minestrone di Annozero c’era spazio anche per i comizi a confronto. Da una parte quelli per la Moratti, dove le riprese hanno indugiato sugli spazi vuoti. Poi il montaggio accorto con le riprese dei partecipanti: «Vengo da Brescia». «Vengo da Bergamo». Nessun cittadino votante per il sindaco lasciando supporre che i presenti erano venuti solo come claque del Pdl. Dall’altra parte? Un servizio sul comizio di Pisapia con Nichi Vendola a suo sostegno. Tutto un cinguettare di principi e solidarietà con sequenze da filmino del matrimonio. Insomma, da una parte l’Impero del male di Moratti, La Russa e dei berluscones, dall’altra il cavaliere Jedi Pisapia e i suoi sostenitori.

Se Fiorello tenesse un comizio…
Superando le logiche da propaganda elettorale, sarebbe stato interessante andarsi a studiare le altre piazze d’Italia. Il comizio pubblico che va praticamente deserto è stata una costante (ed è bipartisan). Chiedere informazioni al campione della “narrazione” Nichi Vendola che giovedì a Salerno ha chiuso la sua campagna elettorale in favore del sindaco uscente Vincenzo De Luca davanti a poche centinaia di persone. E non ha alcun senso evocare la folla che va ad applaudire Beppe Grillo. Vedere uno spettacolo costa almeno 40 euro, averlo gratis è un’occasione ghiotta per tanti che ridono, battono le mani ma che poi votano Bossi, Berlusconi o Storace. Con gli stessi parametri qualora domani Fiorello presentasse una propria lista elettorale il comizio dovrebbe farlo allo stadio San Siro. Del resto, proprio la destra italiana conosce bene il paradosso delle “piazze piene e urne vuote”, fin dei tempi del Movimento sociale italiano di Giorgio Almirante. In una società dove ormai ci si riunisce solo nei centri commerciali, il parametro del comizio è un anacronismo del secolo scorso.

La lezione di storia di Adriano

La stessa telefonata «a sorpresa» del re degli ignoranti se da una parte indigna il Pdl, dall’altra andrebbe letta per quel che è, una comparsata tv, una mossa solleva audience. Quanto appeal può avere sull’elettore uno che liquida la posizione dell’oncologo (nonché senatore Pd) Umberto Veronesi in favore del nucleare con un becero: «Mi sa che s’è invecchiato»? Attendibile quanto uno sketch di Zelig, Adriano ha pure impartito lezioni di storia: «Berlusconi è il mandante però la Moratti e Formigoni hanno stravolto il volto di Milano. Hanno stravolto la bella città di Leonardo da Vinci». Dopo i Visconti e prima di donna Letizia qualche amministratore è passato: informare Celentano. Magari Biscardone-Santoro ci penserà alla prossima puntata.