Mile
Via Pesaro, 8 – 00176 Roma
Telefono: 327/5878046
Sito Internet: mile-ristorante-roma.eatbu.com
Tipologia: tradizionale
Prezzi: antipasti 10/15€, primi 12/16€, secondi 17/23€, dolci 7€
Chiusura: a pranzo, tranne Domenica
OFFERTA
Confermiamo quanto di buono avevamo scritto l’anno scorso per l’esordio in guida di questo piccolo locale del Pigneto. Il menù, giustamente non troppo ampio, racconta preparazioni tradizionali con moderate concessioni alla creatività, ben dosate e funzionali al risultato finale. Da sempre cavalli di battaglia del ristorante i due antipasti provati: il delizioso uovo cotto a 65°C, con panatura panko e fritto, proposto con fonduta di parmigiano e tartufo nero, da tagliare in due per creare un amalgama goloso con il tuorlo della giusta densità, per una scarpetta finale di sicuro appagamento, e la tartare di manzo proposta con piccola scaloppa di foie gras adagiata sopra, ravanello (non indispensabile a nostro avviso), capperi fritti e salsa olandese. Si prosegue su buoni livelli con lo spaghettone burro e alici , crumble di tarallo e caviale affumicato di muggine, ben mantecato e con il tarallo a dare croccantezza al morso, e con il fusillone allo stracotto di agnello dall’abbondante e incisivo condimento in bianco. Tenera, passando ai secondi, l’anatra cotta prima a bassa temperatura, poi scottata in padella e infine passata al forno, servita con bieta rossa e salsa di zucca alla liquirizia (impercettibile): a trovare un difetto, la carne è risultata leggermente asciutta e avrebbe tratto giovamento se irrorata dal fondo di cottura. Chiusura affidata all’ottimo tortino di cioccolato ripieno di salsa di lamponi e habanero, con la nota piccante dosata alla perfezione, purtroppo seguito da un espresso disastroso, con la crema chiara ad indicare sottoestrazione, peraltro, ricca di grandi bolle: abbiamo apprezzato la cortesia nel rifarlo, anche se gli esiti sono stati gli stessi.
AMBIENTE
L’attrezzato dehors posto sulla via pedonale annuncia la piccola saletta arredata in modo informale da cui si ha parziale vista sulla cucina, con tavoli apparecchiati con tovagliette di carta e, purtroppo, tovaglioli dello stesso materiale. Da segnalare il bagno attrezzato per le persone con disabilità, anche se l’alto gradino di ingresso costituisce una barriera architettonica da superare.
SERVIZIO
Cortese e giocato su modi informali, pecca nel racconto del vino in mescita, raccontato come è scritto sulla lavagnetta, cioè solo per vitigno, senza indicazione di produttore e annata, quest’ultima assenta pure nella lista delle bottiglie.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
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