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Solida certezza nel panorama ristorativo formiano e non potrebbe essere altrimenti vista la sua storia che supera abbondantemente i cinquanta anni, di cui gli ultimi nella nuova sede di Via Abate Tosti, dopo la separazione lavorativa fra i due cugini. Questa insegna è gestita da Michele Chinappi in continuità con l’indirizzo storico, quindi, basata sul binomio pesce e pizza, con il primo sempre freschissimo e trattato a dovere e la seconda che non ha nulla da invidiare alle interpretazioni più valide della regione. La nostra esperienza è cominciata proprio da quest’ultima nella celebre versione pomodoro e pecorino (la nostra preferita) che abbiamo deciso di condividere a inizio pasto facendola arrivare al tavolo già tagliata a spicchi. Rassicuranti e ben fatte le alici panate e fritte, a cui abbiamo affiancato una fresca insalata di mare, aggiustata da noi al tavolo con un pizzico di sale e un giro di olio EVO, e dei gamberoni scottati su crema di zucca e mandorle, che ci hanno convinto per la bontà della materia prima, meno per l’equilibrio generale che avrebbe beneficiato di una nota di acidità a contrasto in un insieme dalla tendenza dolce troppo marcata. Strepitosi, nella loro semplicità, i vermicelli aglio, olio e alici, un piatto ricco di sapore e al tempo stesso molto centrato, a cui abbiamo fatto seguire una frittura di calamari perfetta per consistenza e cottura, affiancata da una composta di cipolla di Tropea. Eccellente pure il baccalà in vaso cottura servito su crema di ceci e verdure, mentre il filetto di ricciola lo abbiamo trovato un filo troppo cotto, ma accompagnato da ottimi broccoletti ripassati in padella. Chiusura all’altezza con un babà di produzione propria molto buono, giustamente carico di bagna al rum, una cheesecake con frutti di bosco altrettanto valida e con un rinfrescante sorbetto al limone. Da dimenticare l’espresso con cui ci siamo congedati, sottoestratto e privo di complessità. Segnaliamo, infine, la presenza di tre percorsi degustazione da 5, 6 e 7 portate rispettivamente a 40, 50 e 65€, a cui si aggiunge il menù del “Buon Ricordo” a 65€ che dà diritto all’omaggio dell’omonimo piatto di ceramica.
Al movimentato spazio interno giocato su più salette ben arredate e con tavoli dalla corretta e curata mise en place, si aggiunge un ampio spazio esterno che raddoppia il numero di coperti nella bella stagione.