OFFERTA
Non ci si arriva per caso in questo ristorante ospitato in una viuzza in salita che gli gira intorno a garantirgli due ingressi a livelli differenti. La cucina è di stampo tradizionale con qualche concessione alla creatività e la sera prevede pure pizza e fritti, per un livello sicuramente soddisfacente, anche se non costante in tutte le preparazioni. Accolti da un calice di Prosecco gentilmente offerto, abbiamo dato il via alla nostra esperienza con il sempre ottimo uovo cotto a 63°C alla carbonara, quindi proposto con pecorino e guanciale, e con l’altrettanto valido hummus di ceci con calamari, un piatto equilibrato e ricco di sapore; più semplice la tartare di manzo, correttamente tagliata al coltello ma con la promessa senape dosata con eccessiva parsimonia tanto che il piatto sostanzialmente era una battuta. Passando ai primi, è un peccato che sia scappata la mano sul sale per i due risotti provati, che altrimenti sarebbero stati davvero buoni, sia nella versione con soia e crudo di gamberi che in quella con melanzane alla parmigiana; buoni i tortelli con ripieno di manzo (in sostituzione di quelli con farcia di pollo alla cacciatora riportati in menù) anche se pasta e ripieno avrebbero dovuto essere meno “scollati”, risultato da ottenere con una farcia più morbida. Molto saporita la tagliata di manzo sashi cotta secondo indicazioni così come era buona la zuppetta di pesce già spinato, anche se scarsa in varietà (forse il vezzeggiativo stava ad indicare questo); non abbiamo invece apprezzato la zuppetta di rapa rossa con crème fraîche, in cui la panna acida dava un contributo modesto in quanto sovrastato dal sapore dell’ortaggio. Chiusura affidata a due dolci, seguiti da un espresso ben eseguito ma piuttosto basico: il barattolo con crumble, crema e frutti rossi (molto buono) e il meno riuscito “?”, nome dovuto al fatto che non è dato sapere la composizione prima dell’arrivo in tavola (viene correttamente chiesta la lista di ingredienti che non si possono o non si vogliono mangiare), nel nostro caso un crumble con mascarpone, pesche, melone e frutto della passione, ricco di componenti ma sostanzialmente piatto al palato.
Giocato su due sale disposte su due livelli a cui si aggiunge la bella terrazza panoramica, risulta accogliente e moderno, con tavoli in legno lasciati nudi e comode e belle sedie colorate. A dare calore all’insieme delle reti metalliche da costruzione che ospitano bottiglie e libri.