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Ingresso in guida con un bel voto per questo ristorante di Anzio che fa della valorizzazione del pescato locale il suo vessillo. Ciò avviene attraverso una cucina non banale, moderatamente creativa, che deve, a nostro avviso, limare qualche eccesso nei condimenti. Impossibile non iniziare con la selezione di antipasti misti, una serie di dieci assaggi ben presentati tutti di buon livello. Partiamo da quelli che ci hanno convinto di più: polpo cotto a bassa temperatura su crema di patate e curcuma con salsa verde, orata e funghi, millefoglie di patate e baccalà mantecato e uno strepitoso sauté di cozze; sono arrivati in tavola anche la polpetta di tremola, il tacos di tonno con cavolo rosso e yogurt, le alici marinate con burrata, il “cuscinetto” fritto di alici e mozzarella, il calamaro con cavolo nero e olive e la tracina dorata. In entrambi i primi, comunque gustosi, abbiamo riscontrato il problema accennato in apertura, ovvero l’eccesso di condimento rimasto sul fondo del piatto che li rendeva alla lunga pesanti: parliamo dei tonnarelli con gamberi rossi e bottarga e degli gnocchi con Gorgonzola e mazzancolle, meritoriamente, però, equilibrati nonostante la forza del formaggio. Ottimi, passando al secondo, i calamari ripieni serviti con un delizioso couscous perfettamente sgranato, seguito da una crostata con marmellata di visciole di fattura casalinga, invero leggermente secca nella frolla, e da un caffè ben estratto ma carente di complessità.
L’interno, giocato in un’unica sala, risulta accogliente nella sua semplicità, con tavoli dalla corretta mise en place. Con la bella stagione i coperti aumentano grazie allo spazio esterno.