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Affermato progetto e riferimento nella zona sia per cerimonie che per pernottare, questo locale si è fatto notare anche per una ristorazione che si impegna a promuovere ingredienti locali e cucina del territorio. Il menù si rinnova ogni mese in base alle disponibilità stagionali, ma alcuni capisaldi sono sempre presenti, come la proposta di carne alla brace, i piatti della tradizione e la pizza (solo la sera). Pur con queste premesse, la cucina non è scevra da qualche pecca che ci ha indotto prudenza nel voto. Dopo un gustoso finger food offerto come benvenuto, una zeppola con salame e fagioli su pesto di basilico, abbiamo aperto il nostro pranzo con il tagliere misto De Novo e D’Antico, un ottimo modo per gustare alcuni salumi e formaggi del territorio, risultati tutti di buon livello, tra cui la spianata romana, il lonzino alle erbe, la mortadella e, tra i formaggi, il pecorino e il caprino stagionato, a cui si sono affiancate alcune preparazioni dalla cucina, quali una saporita coratella, delle aromatiche polpette di coda alla vaccinara con pinoli e la trippa alla romana trattata a regola d’arte e aromatizzata con basilico. Insomma, un buon inizio accompagnato dal valido cestino del pane che prevedeva la tipologia alle noci e quello casereccio, in aggiunta ai grissini. Callose e davvero gustose le fettuccine condite con un intingolo a base di ottimi galletti, pomodori pachino e panna, che però rendeva il piatto più pesante del dovuto. Golosa e dall’aspetto casalingo la crema di patate con pasta mista, insaporita da pancetta croccante e fonduta di bufala. Passando ai secondi, gustosa ma abbastanza tenace la tagliata di razza romagnola, servita al sangue come da richiesta, accompagnata da una buona patata cotta nella cenere. Qualche perplessità, invece, sull’abbacchio romano disossato: cotto a bassa temperatura e terminato alla brace, è risultato giustamente scioglievole ma dal sapore troppo blando per essere una carne di agnello; rifinito poi con una salsa demi-glace resa troppo gelatinosa e anch’essa poco incisiva al palato. Chiusura in dolcezza con la scomposta al formaggio, ossia una densa crema di formaggio con caramello salato e crumble al cardamomo, a cui è seguito un caffè sovraestratto e poco incisivo.
Il locale è ampio, comodo e luminoso, con grandi sale e un bel dehors che viene aperto in estate, circondato dal verde e con affaccio verso il borgo di Cori. L’arredo è moderno e accogliente, con i tavoli ben distanziati e dalla corretta mise en place.