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Bottega Tredici – Roma

Bottega Tredici – Roma

- di Raffaella Nocella - 12 Febbraio 2026 - AGGIORNATO 13 Febbraio 2026 alle 11:18

Bottega Tredici
Via dei Falegnami, 14 – 00186 – Roma
Telefono: 06/92118504
Sito Internet: www.bottegatredici.it

Tipologia: tradizionale con spunti creativi

Prezzi: menù degustazione 45/65€; “morsi” 7/8€, antipasti 14/20€, primi 12/17€, secondi 23/25€, dolci 8/10€
Chiusura: mai

OFFERTA

Situato in pieno centro storico, nei pressi di Largo di Torre Argentina, questo ristorante si distingue rispetto ai numerosi locali turistici della zona in termini di qualità, di materie prime utilizzate nelle ricette, tratte dalla tradizione gastronomica romana, rivisitate con una moderata creatività. Per meglio comprendere la filosofia della cucina, si consiglia il menù degustazione proposto in due versioni: “Vicolo dei Falegnami” da sei portate a sorpresa dello chef, e “Vicoli di Roma”, 4 portate con le pietanze indicate nel menù. Il piacevole benvenuto è stato caratterizzato non solo da una piccola selezione di pepi pregiati che il cliente può portare via, ma anche da pane casareccio fatto in casa, servito con una mousse di pomodoro secco, mandorle e olive taggiasche e, a parte, con un olio EVO di produzione laziale. Tra i “morsi” abbiamo assaggiato il fritto picchiapò rappresentato da due crocchette ripiene di verdure ripassate e tagliate grossolanamente, una tartelletta farcita di carne di agnello sfilacciata, ben combinata con le melanzane sott’aceto che creava una piacevole nota acida, e una delicata mattonella di friggitelli alla brace alternati a una crema di peperonata e crumble di pane. Tra i primi, un elogio va allo gnocco Bottega 13, in realtà due ravioli tondi ripeni di pecorino, conditi con sugo all’amatriciana preparato con un guanciale croccante, rinforzato da altro pecorino grattugiato abbondantemente in superficie. A seguire, spiedo di cubetti di spalla e coscia di agnello alla brace, irrorati dal sugo di cottura della carne e accompagnati da melanzane in agrodolce. Un fresco e dissetante sorbetto di melone e crumble di biscotto ha annunciato il dolce vero e proprio: un delicato bonet presentato con una brounoise di pesche cotte e foglie di basilico, con un trito abbondante in superficie di nocciole tostate. Una piccola pasticceria di gelée al lampone e di biscottini alla nocciola, al cioccolato e al pistacchio sono stati la degna conclusione del pasto, accanto a un caffè ben estratto ed equilibrato.

AMBIENTE
Ubicato all’interno di una dimora storica, l’interno è un mix di antico e moderno con arredi eleganti e raffinati, reso più caldo e accogliente dalle boiserie e dalle travi in legno degli alti soffitti; un antico pavimento a scacchi marroni e gialli completa l’armonia del locale. I tavoli e le piante collocati all’esterno accolgono in un abbraccio i commensali.

SERVIZIO
Disponibile, cortese, preparato e svelto nel fornire spiegazioni sui piatti e sul menù in generale, con un’ottima padronanza della lingua inglese, necessaria per raccontare le preparazioni ai numerosi turisti stranieri avventori del ristorante.

Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609

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12 Febbraio 2026 - AGGIORNATO 13 Febbraio 2026 alle 11:18