Arcangelo Vino & Cucina
Via G.G. Belli, 59/61 – 00193 – Roma
Telefono: 06/3210992
Sito Internet: www.larcangelo.com
Tipologia: tradizionale con spunti creativi
Prezzi: antipasti 13/15€, primi 15/18€, secondi 16/28€, dolci 9/12€
Chiusura: Domenica. A pranzo
OFFERTA
Il ristorante rappresenta un buon riferimento della tradizione culinaria romana portata avanti con perseveranza da oltre 20 anni dallo chef Arcangelo Dandini, che ha sviluppato l’attività di famiglia proponendo una cucina moderatamente rivisitata, attraverso la ricerca e l’abbinamento di sapori inusuali e diversi tra loro, pur mantenendo un forte legame con i piatti tipici regionali, carbonara in primis. L’offerta è ampia e variegata e, accanto ai mostri sacri della romanità, sia del cibo da strada come il supplì o di quelli a base di quinto quarto come la coratella di agnello, si trovano numerosi altri piatti a base di carne o di pesce che seguono la stagionalità delle materie prime. Per la nostra cena, abbiamo iniziato con una gustosa e abbondante indivia brasata condita con acciughe, olive nere di Itri, uvetta e pinoli, una versione rivisitata dell’antica ricetta meridionale realizzata, invece, con la scarola. A seguire, ottimi i ravioli ripieni di crema di cipolla conditi con una salsa a base di garum di alici e parmigiano, una pietanza semplice ed equilibrata, in cui la dolcezza della cipolla era ben bilanciata dalla sapidità della salsa di pesce. Meno esaltanti ma comunque buoni sono stati i secondi piatti provati: una trippa di vitello nella versione riveduta che, sebbene delicata e condita con un sugo ristretto e non troppo “brodoso”, è risultata poco saporita; un petto d’anatra su salsa al Cointreau e caffè, in cui il sapore della morbida carne è stato valorizzato dalle note agrumate conferite dall’unica fetta di arancia che accompagnava la preparazione. Tra i dolci abbiamo optato per una deliziosa caprese servita con salsa di mango e caffè fermentato, la cui croccantezza era data dalle mandorle volutamente tritate in modo grossolano nell’impasto, seguita purtroppo da un caffè dal sentore di bruciato.
AMBIENTE
La prima sensazione appena entrati è quella di trovarsi in un elegante bistrot, con le macchinine d’epoca e giochi per bambini di una volta, come il cavalluccio a dondolo collocato accanto alla porta d’ingresso. Un grande bancone di legno con il piano in marmo troneggia al centro della sala, con un enorme specchio e una cornice di legno alle spalle dove sono scritti i piatti del giorno fuori menù. I tavoli di legno sono disposti alla giusta distanza e lungo la parete laterale, entrando sulla destra.
SERVIZIO
Spedito, preciso e disponibile nel dare spiegazioni, compreso lo chef che gira tra i tavoli mostrando interesse verso i commensali e assicurandosi che tutto proceda per il meglio.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
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