Torino, è morto il bambino ustionato durante un esperimento di chimica: aveva il 60% del corpo bruciato

3 Lug 2020 17:20 - di Giorgia Castelli
bambino ustionato

Non ce l’ha fatta il bambino 11enne ustionato durante un esperimento scientifico. Lo scorso 28 maggio a Collegno, alle porte di Torino, aveva riportato gravi ustioni. Il bimbo è deceduto all’ospedale Regina Margherita dove si trovava ricoverato in rianimazione con ustioni sul 60% del corpo. In particolare a testa, collo, torace e arti.  Sul posto dell’accaduto erano intervenuti,  oltre ai mezzi di soccorso, anche i carabinieri per chiarire la dinamica. «Purtroppo non ce l’ha fatta», ha detto disperato il papà Piero a La Stampa. «È deceduto intorno alle 12 di oggi. Abbiamo sperato fino alla fine che si riprendesse anche se viaggiava tra alti e bassi, speranze e delusioni».

Collegno, morto il bambino ustionato

Dagli accertamenti è emerso che il bimbo stava svolgendo un esercizio scolastico ma avrebbe mischiato alcuni componenti di sua iniziativa. Aveva provato a riprodurre in casa l’esperimento chiamato il “Serpente del Faraone”. Un esperimento che prevede di mescolare bicarbonato, sabbia, zucchero e alcol. «Un’operazione che mio figlio aveva effettuato altre volte con la mamma». Aveva spiegato allora il padre, che vive nelle Marche e che si era precipitato a Torino appena saputo dell’incidente. «Quella sera invece, nell’appiccare il fuoco, forse per una goccia in più di alcool, era stato investito dalle fiamme». Le sue condizioni erano apparse subito gravi. Nonostante i soccorsi immediati della madre che aveva provato a spegnere le fiamme. Anche un vicino di casa era accorso per prestare i primi aiuti.  Al momento dalla procura non sono pervenuti avvisi di garanzia da notificare. «Tutta la comunità ha sperato e pregato affinché questa notizia non arrivasse – ha dichiarato il sindaco Francesco Casciano a La Stampa – Abbiamo seguito fiduciosi tutte le operazioni e le evoluzioni mediche. Ora serve silenzio e vicinanza ai genitori».

 

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