Ministero beni culturali, FdI lancia l’allarme: Conte fermi il “colpetto di Stato” dei grillini

20 Lug 2019 17:51 - di Redazione

Dopo il pasticciaccio brutto della riforma dei Beni culturali targata Bonisoli, interventi scollegati e casuali, fatti solo per recuperare posizioni dirigenziali o per dare almeno un’impressione di discontinuità rispetto alla riforma Franceschini, al Mibac arriva la tempesta mitigata con il consueto aplomb del compromesso dal premier Giuseppe Conte. «In occasione del vertice sul Ministero beni culturali, il premier chiarisca la linea di comando ministeriale e blocchi la riforma regolamentare, “colpetto di Stato” dei grillini, specificando se a decidere sui dossier è il ministro Bonisoli o il segretario generale Panebianco», a denunciare il pericoloso stato dell’arte è il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, che non fa sconti al segretario generale Giovanni Panebianco, ex Guardia di Finanza ed ex dirigente della Presidenza del Consiglio.

«Panebianco è un “tecnico” molto politico – osserva Mollicone – la cui unica responsabilità però non è verso i cittadini ma verso le gerarchie grilline e lo “Stato profondo” dei corridoi ministeriali e dei salotti buoni della cultura. Grazie alla riforma, godrà di poteri superiori al ministro stesso, fra cui le relazioni istituzionali del ministero e la supervisione degli affidamenti e degli appalti». Il capogruppo in commissione Cultura di Montecitorio  chiede chiarezza e un po’ di coraggio: «Si parla di rimpasto di governo: se ritengono abbia un profilo maggiormente fiduciario e competenze dal taglio più politico del ministro Bonisoli, i 5Stelle lo nominino ministro, altrimenti continui a fare il dipendente dello Stato, ruolo per cui è lautamente pagato dai contribuenti».

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