Capone (Ugl) a Londra: “I 700mila lavoratori italiani in Gb, a rischio con la Brexit”

6 Set 2018 17:56 - di Penelope Corrado

Le conseguenze economiche dell’uscita del Regno Unito «dall’Unione europea potrebbero avere gravi ripercussioni per tutti i lavoratori stranieri e, per tali ragioni, occorre rafforzare le tutele sociali, consolidando al contempo le politiche sul welfare e quelle fiscali». Lo ha detto il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, incontrando i rappresentanti del partito conservatore a Londra. Nella capitale britannica Capone ha anche incontrato imprenditori italiani e inglesi per fare alcune valutazioni in merito ai circa 700 mila occupati italiani in Inghilterra, in vista della Brexit.

Capone: “Verso l’internazionalizzazione del sindacato”

L’Ugl, ha detto ancora Capone, «sta portando avanti un processo di internazionalizzazione del sindacato, dall’America Latina all’Europa, volto a tutelare ogni lavoratore italiano che vive all’estero».È anche necessario, ha aggiunto, «salvaguardare la competitività del “made in Italy”, molto apprezzato dal mercato britannico e che rappresenta, per il nostro Paese, un partner commerciale di rilievo».

Capone è stato alla Camera dei Comuni

Durante la sua visita, il segretario dell’Ugl si è recato alla Camera dei Comuni per un evento con Karen Bradley, segretario di Stato dell’Irlanda del Nord e Tony Lloyd, membro laburista della Camera dei Lord e Segretario di Stato ombra per l’Irlanda del Nord.

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