La sinistra che insulta
“Torna l’orrore del 1938…”. Cremaschi (Potere al Popolo) accusa il governo di razzismo e si becca una querela da Valditara
Il post con le accuse di razzismo è datata 15 gennaio 2026, e aveva il titolo “Tornano le leggi razziali. Schedatura degli studenti palestinesi”. Mittente: Giuseppe Cremaschi, ex sindacalista della Fiom Cgil ed esponente dell’Esecutivo nazionale di Potere al Popolo, destinatario, genericamente, il governo Meloni, in particolare il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Che, ovviamente, s’è offeso e ha querelato per diffamazione Cremaschi.
Il post di Cremaschi e la querela di Valditara
“Torna l’orrore del 1938… In Italia il governo ha ordinato di schedare gli studenti in base all’appartenenza etnica. Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione del governo Meloni, ha fatto diramare delle circolari con l’obbligo di segnalare i palestinesi nelle scuole della Repubblica. È una disposizione razzista che segue e prepara altri orrori e che conferma che l’antisemitismo di oggi è la persecuzione dei palestinesi. Che viene da autorità già complici del genocidio di Israele a Gaza. Ciò che più sconvolge è che il razzismo di Stato si svolga con la formalità della burocrazia, la banalità del male come scrisse Hannah Arendt. Sergio Mattarella, Presidente di una Repubblica nata dalla sconfitta del nazifascismo non ha nulla da dire?”, aveva scritto Cremaschi, che oggi, sul “Fatto“, si rammarica per la querela ricevuta.
“Sono stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Lo stesso ministro ha anche intentato nei miei confronti un’azione legale in sede civile per ottenere da me un risarcimento di danni patrimoniali e non patrimoniali. La motivazione di queste cause penali e civili è che avrei leso l’onore e la reputazione del ministro in un mio post sui social del 15 gennaio, nel quale usavo per lui e per il governo Meloni la parola razzismo. Questo per una circolare del Dipartimento per il sistema educativo e Istruzione del MIM, che chiedeva alle scuole di segnalare gli studenti palestinesi. Non avevo certo trovato io la circolare, essa era stata diffusa dall’indignazione degli insegnanti e dalla protesta dei sindacati, che avevano giudicato discriminatoria e inaccettabile la schedatura degli alunni di origine palestinese. Io avevo di mio aggiunto sul post l’accusa di complicità del governo Meloni con il genocidio in corso a Gaza e nel titolo avevo proposto un paragone metaforico con le schedature degli ebrei nel 1938. Era la prima volta da allora che che si individuavano gli studenti su base etnica, né valeva il precedente, poi sostenuto dal ministro, con l’accoglienza dei bambini profughi dall’Ucraina in guerra. Diversissime erano le condizioni e le stesse procedure adottate in quella situazione improvvisa. I bambini ucraini giunti in poco tempo dal febbraio 2022 erano 50000. I bambini palestinesi erano invece già alunni delle scuole italiane, spesso da molto tempo. Quindi la circolare ministeriale, nel contesto di un’azione del governo schierata chiaramente con Israele, suscitò giustamente una forte condanna nell’ opinione pubblica. Naturalmente il ministro Valditara e la sua parte politica respingono sdegnati, anzi querelano, le accuse di razzismo nei loro confronti. Eppure questo giudizio non può essere espunto dal dibattito politico, pena l’accettazione come normale del diverso trattamento delle persone in base alla religione o all’appartenenza etnica”. Lo valuterà la magistratura. Intanto, delle scuse, forse, sarebbero bastate.