Il nuovo decreto
Terra dei fuochi, 200 milioni in più per le bonifiche. Meloni: “Lavoriamo per la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio”
Il governo si muove su un doppio binario: non solo più fondi, ma anche meno burocrazia. Pichetto: "La tutela dell'ambiente richiede regole efficaci, tempi certi e capacità di realizzare gli interventi"
“Tra le misure approvate nell’ultimo Consiglio dei ministri c’è anche un intervento importante per la Terra dei Fuochi: abbiamo stanziato 200 milioni di euro in più per le bonifiche e per il risanamento del territorio”. A scriverlo su X è stata la premier, Giorgia Meloni, dando conto del decreto-legge recante “Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche”, approvato ieri.
Meloni: “Lavoriamo per la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio”
“Parliamo di un’area che da troppi anni paga le conseguenze dell’inquinamento e di cittadini che hanno diritto di vivere in un ambiente sano e sicuro”, ha ricordato la presidente del Consiglio, spiegando che “inoltre, semplifichiamo, velocizziamo e rendiamo più rapide le procedure per gli interventi di bonifica degli altri siti contaminati che sono presenti sul territorio nazionale”. “Continuiamo a lavorare per tutelare la salute dei cittadini e restituire ad ogni territorio la sicurezza che merita”, ha concluso Meloni.
Per la Terra dei Fuochi più soldi e meno burocrazia
Il provvedimento, dunque, si muove su un doppio binario: da un lato la semplificazione per rendere le risposte alle emergenze più tempestive, dall’altro le risorse per renderle più efficaci. “La tutela dell’ambiente – ha sottolineato il ministro competente, Gilberto Pichetto Fratin – richiede regole efficaci, tempi certi e capacità di realizzare gli interventi”.
In particolare, come spiegato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il provvedimento razionalizza le procedure di valutazione ambientale, concentrando presso la Commissione Pnrr/Pniec anche le verifiche di assoggettabilità a Via relative ai progetti di propria competenza e chiarendo il rapporto tra Via e autorizzazione paesaggistica. Sono previsti inoltre rimborsi degli oneri istruttori per i procedimenti Via in ritardo, fino a 5 milioni di euro annui, e 500mila euro per il 2027 per rafforzare le attività istruttorie e di monitoraggio dei profili sanitari connessi alle Aia.
Cosa prevede il decreto
Per fronteggiare le emergenze ambientali e climatiche, viene istituito presso il Mase un Fondo destinato ai Comuni per interventi urgenti su criticità che non determinano la dichiarazione dello stato di emergenza. Viene rafforzato anche il supporto tecnico ai Commissari straordinari per il contrasto al dissesto idrogeologico. Sul fronte dell’economia circolare, sono introdotte semplificazioni per l’utilizzo del Css-Combustibile nei cementifici, prorogata al 31 dicembre 2030 la relativa disciplina sui limiti emissivi e semplificate le procedure per la gestione delle terre e rocce da scavo. Rafforzati inoltre gli obblighi di comunicazione sull’utilizzo di plastica riciclata nelle bottiglie in Pet.
Per quanto riguarda le bonifiche, viene fissato in 150 giorni il termine perentorio per le Province per individuare i responsabili della contaminazione, con poteri sostitutivi delle Regioni in caso di inerzia. Sono inoltre estese alcune semplificazioni agli interventi finanziati con risorse Fsc. Infine, per la Terra dei Fuochi sono stanziati 200 milioni di euro, destinati al Commissario di governo per gli interventi di bonifica.