Verso il congresso
Salvini zittisce i retroscena su scismi e apocalissi leghiste: “Non commento fantasie, bugie e falsità”
Oggi è il giorno della grande stampa che soffia sul fuoco dei problemi interni alla Lega che si prepara a un congresso di rifondazione con ricostruzioni e retroscena apocalittici. Che vanno dalla grande fuga dei ‘nordisti’ all’ipotesi di una scissione prima delle politiche. A vaticinare un de profundis del Carroccio è il Corriere della Sera. Secondo un retroscena di Marco Cremonesi, smentito categoricamente dal leader Salvini, la Lega rischierebbe di arrivare alle elezioni del 2027 senza più tra le sue fila il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Potrebbe – si dice – non essere ricandidato alle prossime politiche. E giù con il racconto di un clima da fine dell’impero in un’atmosfera di resa dei conti.
La Lega verso il congresso, e spunta l’indiscrezione di Giorgetti fuori dalle liste
Lo notizia è abnorme e le prove non esattamente inconfutabili. Si parla una voce che nasce da un ‘appunto’ che elenca i probabili candidati lombardi alle prossime elezioni. I nomi sono quelli di Morelli, Locatelli, Molteni, Crippa (in Toscana), Paganella, Calderoli (a Bolzano), Valditara, Centemero (Bergamo su più collegi), Di Rubba (Brescia), Iezzi, Toccalini e Frassini. Mancherebbe sul ‘pizzino’ il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e il nome di Giorgetti. Altro indizio, secondo il Corriere, l’assenza del ministro dalla presidenza del congresso del 24 e 25 aprile. Non tarda ad arrivare la replica infastidita del leader Matteo Salvini. “Faccio fatica a commentare le fantasie, le bugie e le falsità”. Così il vicepremier ai giornalisti che, nel corso di un evento sul lago di Como, chiedono lumi sull’indiscrezione secondo cui alle prossime elezioni politiche il partito non candiderà più Giorgetti.
Salvini: non commento falsità e bugie
Non è la prima volta che i media e i grandi analisti danno la Lega in debito d’ossigeno. È successo con il dopo Bossi e sappiamo come è andata a finire. Anche sulla “minaccia-Vannacci” si sono sprecati fiumi di inchiostro nel prevedere un collasso di voti leghisti verso il generale ‘traditore’ che, stando ai sondaggi, non si è verificato. Anzi la Lega tiene botta egregiamente e non subisce contraccolpi elettorali.
La candidatura di Garavaglia chiarisce gli equilibri in campo
E veniamo al congresso straordinario annunciato da Salvini a Pontida che si terrà il 24 e 25 aprile. La novità dell’ultima ora è la candidatura alla segreteria di Massimo Garavaglia, con quasi nessun chance di battere il segretario dimissionario e ricandidato, ma che rappresenta la voce dei federalisti doc. Ex ministro del Turismo nel governo Draghi, Garavaglia rivendica un’identità federalista e legata ai territori. A sostenerlo potrebbero essere esponenti dell’area lombarda, tra cui il presidente della Regione Attilio Fontana e il senatore Massimiliano Romeo. Una mossa che non sembra spaventare il leader che auspica un congresso ‘vero’ .”Bene la candidatura, più gente porta idee, meglio è”, ha detto a caldo da Bruxelles. Salvini vuole chiarezza: la mossa della convocazione del congresso straordinario aveva e ha l’obiettivo di ricevere una nuova e più forte legittimazione di fronte a chi negli ultimi mesi a messo in discussione la sua leadership. “Ho convocato un congresso perché ci sia gente che si candidi, che fa proposte, porta idee, presenta mozioni. Quindi bene, più gente c’è che porta idee e meglio è. Io sono convinto delle mie idee e saranno i militanti a decidere cos’è e cosa sarà la Lega. Più gente si mette in gioco e meglio è”. Il congresso si preannuncia dunque come un passaggio importante per il futuro del partito, con una candidatura alternativa al segretario che porta al centro del confronto l’identità della Lega, il suo rapporto con i territori e il ruolo del federalismo.