Ranucci, nessuna intrusione in casa. Il giornalista Moreno Pisto: “Sono andato lì per cercare Laura Cianfoni. Ho fatto il mio lavoro”
Nessuna intrusione, come denuncia Sigfrido Ranucci, solo un giornalista che faceva il suo dovere. È stato identificato l’uomo che – secondo la ricostruzione social dell’ex conduttore di Report – avrebbe tentato di entrare nel condominio romano dove abita Laura Cianfoni. E in cui Ranucci dispone di un appartamento. Si tratta del giornalista Moreno Pisto, direttore di Mowmag. Ma la verità è molto diversa dalla versione dell’ex conduttore di Report che denuncia “l’intrusione” di un uomo che si sarebbe presentato con false generalità chiedendo alla donna delle pulizie di aiutarlo a farsi aprire la porta dagli altri inquilini. Lo descrive come un “sedicente’ giornalista” , ricordando con malizia che collabora con la trasmissione Rai Filo Rosso e che si definisce meloniano. “Pisto – scrive Ranucci in un secondo post – si è giustificato dicendo che sta semplicemente facendo il suo lavoro, di questo non ho dubbi. Bisogna capire per conto di chi. I carabinieri stanno indagando, hanno raccolto la testimonianza degli inquilini e della donna delle pulizie. Indagano soprattutto sulla contemporanea presenza di due soggetti, un uomo e una donna, dal dialetto campano, che si sono falsamente presentati come operatori per fare pulizia nell’appartamento”.
Ranucci, esce il nome del giornalista: è Moreno Pisto
La risposta arriva dallo stesso Moreno Pisto e dalla ricostruzione del giornale online MowMag in un articolo intitolato “Tutta la verità, nient’altro che la verità sul nuovo giallo del Tufello, Ranucci e la ricerca di Laura Cianfoni”. Il giornalista smentisce la ricostruzione dell’intrusione. “Sono andato lì per cercare Laura Cianfoni. Ero con il mio videomaker e sono entrato nel cortile del palazzo, dove ci sono due scale. La donna della pulizie ha suonato alla sua proprietaria e le ha chiesto di Cianfoni. Le ha risposto che non era presente. Appurato che non ci fosse, sono andato via”. Poi chiarisce replicando alle accuse di Ranucci: “Non ero lì per conto di Filo Rosso, non ho mandanti. Ho solo fatto il mio lavoro”. Quanto alle due persone sospette sul pianerottolo spiega: “Non siamo noi, se ci sono le immagini lo può verificare. Io avevo uno zainetto, ma non sono mai entrato dentro la scala. La donna col dialetto campano potrebbe essere la donna delle pulizie che è tornata lì con qualcun altro, ma magari anche no, quindi se ci sono le telecamere lo può verificare'”.
“Ero lì con il mio operatore per fare il mio lavoro”
Mowmag ricostruisce i fatti e ironizza sulla denuncia sdegnata di Ranucci. “Quel ‘sedicente giornalista di un magazine on line’ era “proprio quel matto del nostro direttore, Pisto, che oltre a non aver violato alcun domicilio. Purtroppo o per fortuna, non ha ancora perso il vizio di fare il cronista d’assalto. E non certo in qualità di inviato di un programma Rai. Pisto – si legge nell’articolo – insieme con il suo cameraman di fiducia si è appostato la mattina presto sotto casa di una collaboratrice di Ranucci, in zona Tufello-Bufalotta, Roma. Da quando è cominciata questa storia, non ha mai rilasciato una dichiarazione che sia una. Eppure due domande le meriterebbe”. Se fare il proprio lavoro da giornalista è diventato inquietane siamo messi bene, si legge ancora su Mowmag. “Per carità, brutta razza i giornalisti eh – conclude l’articolo – tutti, da quelli di Report a quelli di Mow, che fanno più o meno la stessa cosa. Cercare notizie”.
I 5Stelle vanno all’attacco e chiedono lumi alla Rai
Laura Cianfoni è figura tutt’altro che marginale nel caso Ranucci-Lavitola. La donna, secondo quanto ricostruisce Il Giornale, compare ben 6.670 volte nelle carte dell’indagine della Procura di Roma relativa all’attentato contro l’ex conduttore di Report. Dal 2024 avrebbe collezionato una ventina di accessi negli studi di Report come ospite della trasmissione. Ma soprattutto, secondo il giornale, è una persona vicina a Valter Lavitola, che agli investigatori avrebbe raccontato di aver parlato con lei anche di Ranucci. Immediata è scattata la solidarietà al compagno Ranucci dei Cinquestelle che tirano in ballo la Rai. “È sconcertante e solleva interrogativi che la Rai non può ignorare. Qui siamo ben oltre i confini del giornalismo: è voyeurismo, finanche stalkeraggio. Ci chiediamo se la l’azienda – scroivono i membri 5Stelle della Vigilanza Rai – non ritenga doveroso verificare quanto accaduto e chiarire se simili modalità siano compatibili con i propri principi”, cosi ì membri della Vigilanza Rai.