L'affetto dei pazienti
Papa Leone dimesso oggi dal Gemelli: reciterà l’Angelus domenica. Tanti i messaggi di vicinanza, specie dai bambini
Dai sacerdoti radunati sotto la statua di Giovanni Paolo II alle persone ricoverate in ospedale, sono tanti i messaggi e le preghiere che i fedeli hanno indirizzato al pontefice nel suo ricovero nell'ospedale romano
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 17 Ottobre 2026 alle 14:26
Papa Leone XIV verrà dimesso dal Gemelli nel primo pomeriggio. Come hanno spiegato i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora nell’ultimo bollettino medico, «in considerazione degli esami del sangue e del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina, e valutato il quadro clinico, il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione». Inoltre, questa domenica, il Pontefice reciterà la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio.
Secondo quanto trapelato, i dottori non hanno parlato di una necessità di presidi medici per il Vescovo di Roma, una volta rientrato nel Palazzo apostolico vaticano. Alle 12 ha anche presieduto la messa al decimo piano del Policlinico, dove è stato ricoverato da martedì scorso. I medici che l’hanno avuto in cura per l’asportazione di un tumore al polmone, però, almeno per oggi non terranno nessuna conferenza stampa: al momento è già esauriente il bollettino medico diramato oggi.
Intanto, le condizioni del Pontefice sono in miglioramento: Leone XIV continua la fisioterapia respiratoria e sta recuperando autonomia nei movimenti. Venerdì ha celebrato la messa e distribuito la comunione in una saletta allestita al decimo piano del Gemelli, ringraziando medici e infermieri per le cure e l’attenzione dedicate ai pazienti. Nel frattempo, la vicinanza dei fedeli continua ad essere forte, sia dentro che fuori dall’ospedale. Al Vescovo di Roma è arrivato un abbraccio collettivo fatto di preghiere, messaggi e speranza. Con la sua esperienza di fragilità, Prevost è diventato per tanti un simbolo di coraggio e di vicinanza a chi soffre.
Papa Leone XIV dimesso nel pomeriggio: reciterà l’Angelus questa domenica
«Le dimissioni rapide di Papa Leone XIV sono un segnale positivo per il suo recupero», ha spiegato Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona. Ricordando che adesso «il polmone deve tornare a espandersi completamente. Durante l’operazione, una parte del polmone collassa. Successivamente, deve riespandersi» grazie anche all’impiego di un tubo di drenaggio, che permette di eliminare aria e liquidi dalla cavità toracica».
«I tempi necessari per questa “riespansione” possono variare da persona a persona – ha proseguito Micheletto –. È un ottimo segnale perché i medici hanno rimosso i tubi di drenaggio. Ora dovrà fare alcuni controlli più avanti». Inoltre, il medico ha chiarito che «anche camminare rappresenta una forma di riabilitazione, perché favorisce il recupero della funzionalità respiratoria». Oltre che aiutare a riprendere gradualmente le normali attività. Un altro elemento favorevole, secondo lo pneumologo, «è che il Santo Padre non risulta affetto da patologie respiratorie croniche come la Bpco (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva».
I tanti messaggi d’affetto nei confronti del pontefice
Davanti al Policlinico Gemelli, nel frattempo, la preghiera e l’affetto dei fedeli hanno accompagnato i giorni di ricovero di Papa Leone XIV che oggi verrà dimesso. Un gruppo di sacerdoti latino-americani si è riunito in cerchio attorno alla statua di Giovanni Paolo II, all’ingresso dell’ospedale, per pregare per il Pontefice, ricoverato da 5 giorni dopo un intervento per l’asportazione di un tumore al polmone destro, un adenocarcinoma. C’è stato anche un continuo via vai di fedeli, pazienti e familiari che arrivavano al Gemelli per visite e controlli di routine, ma che hanno trovato anche il tempo per rivolgere un pensiero al Papa, sentito come una persona vicina: «Uno come noi».
Tra loro ci sono Antonio e Lucrezia, marito e moglie, entrambi in cura presso l’ospedale. «Ho 71 anni, proprio come Papa Leone. Sono qui per le terapie e sapere di condividere con lui la stessa condizione di malato tra i malati è per me un motivo di incoraggiamento», ha raccontato Lucrezia. «È stato molto coraggioso a parlare della sua fragilità durante l’Angelus di domenica scorsa. È un gesto che può dare forza a tante persone che stanno affrontando la malattia», ha aggiunto Antonio.
L’incoraggiamento dei bambini
Davanti all’ingresso dell’ospedale, i segni di vicinanza al Pontefice sono stati molti. C’è anche un cartello con la sua fotografia e la scritta “Viva il Papa”, insieme ai disegni e ai messaggi dei bambini ricoverati nel reparto di Oncologia. «Papa, ti aspettiamo. Quando starai meglio, vieni da noi bambini», scrivono i piccoli pazienti. Un altro messaggio è stato inviato al pontefice anche dai bambini del Municipio XIII di Roma: «Santità, sei il polmone della Chiesa, e con lei respiriamo la stessa fede. Le auguro una pronta guarigione». Vicino ai cartelli, poi, ci sono disegni, ceri accesi, fiori e una pianta di ciclamini. Alcuni piccoli gesti che però hanno svelato un grande desiderio condiviso: quello di vedere il Papa in ottime condizioni, il prima possibile.