Guardando al futuro prossimo
Nucleare, Crosetto: “La sicurezza energetica rientra nelle responsabilità della Difesa. Fondamentale ridurre i consumi e sviluppare l’autoproduzione da fonti rinnovabili”
“La sicurezza energetica rientra nelle responsabilità della Difesa, e dalla disponibilità di energia dipende anche la continuità delle funzioni essenziali dello stato”. A ribadirlo in una intervista al quotidiano il Foglio è il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
L’esponente del governo guidato da Giorgia Meloni ricorda che “la sicurezza energetica non potrà prescindere dall’atomo”, senza tuttavia “sostituire il lavoro sulle rinnovabili” attraverso un bilanciamento di “efficienza, sostenibilità e continuità operativa. Ridurre i consumi e sviluppare l’autoproduzione da fonti rinnovabili restano fondamentali”.
Un percorso coordinato dal MASE
Crosetto sottolinea che il contributo del suo dicastero per quanto riguarda il ritorno all’energia nucleare “s’inserirà nel percorso nazionale coordinato dal ministero dell’Ambiente, con attenzione ai profili di sicurezza e alla protezione delle infrastrutture strategiche. Io ho poi scelto di avvalermi, come consigliere per la sicurezza energetica, di un professore universitario esperto del settore”.
Leggi, trattati e chiarezza
Per il ministro Guido Crosetto “La prima responsabilità è fare chiarezza. La produzione di energia e gli armamenti nucleari hanno finalità diverse. E sono disciplinati da quadri internazionali distinti” Sul fronte internazionale, dunque, “L’Italia è parte del Trattato di non proliferazione nucleare, che si fonda su tre pilastri” ovvero “disarmo, non proliferazione e diritto agli usi pacifici dell’energia nucleare”. “Il percorso legislativo riguarda, ricerca, sicurezza degli impianti e gestione dei materiali. Non certo un programma militare nucleare” e “il coinvolgimento del ministero non cambia affatto questa natura”.
No propaganda e segnali di apertura dai giovani sul nucleare
Il responsabile della Difesa poi respinge gli approcci propagandistici: “‘Nuova generazione’ non può diventare una formula che esonera dal rispondere su sicurezza, tempi, costi, combustibile”. Rilevando dai sondaggi “segnali di apertura verso il nucleare, con una sensibilità interessante tra i più giovani”.