I dati smontano le fake news
Non è vero che l’Italia è più povera con il governo Meloni, l’Istat smentisce la sinistra: in ribasso nel 2025, anche rispetto al 2022
Il rapporto annuale sulla povertà in Italia, diffuso dall’Istat sfata tre “mitologie” che a sinistra cavalcano come se non ci fosse un domani. Purtroppo la povertà c’è ed è tanta. Ma Schlein e compagni sparsi evitano di evidenziare un dato: la povertà dal 2022 ad oggi è in calo. Anzitutto i dati. Nel 2025 si stima che siano oltre 2,1 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 5,4 milioni di individui. Sono tanti. Ma affermare che i dati inchiodano “il fallimento del governo Meloni” come con diverse variazioni lessicali si è letto ed ascoltato, è pura fandonia. In termini percentuali, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie è pari all’8,0%. Nel 2024 era all’8,4%. Per le persone l’asticella è al 9,3%. Un anno prima era al 9,8%. Stesso discorso per i numeri assoluti, nel 2024 le famiglie erano 2,2 milioni e i cittadini 5,7 milioni.
Non è vero che l’Italia è più povere con Meloni: le balle della sinistra
Il suggerimento è quello di valutare i numeri degli anni precedenti. Quando non c’era il governo Meloni, nel 2022, sempre l’Istat rilevava che le famiglie in povertà assoluta erano 2,18 milioni (8,3%) e le persone 5,6 milioni (9,7%). Ora, è vero che non si tratta di variazioni straordinarie. Ma da qui ad accusare il governo di centrodestra di avere aumentto la povertà fa a cazzotti con i numeri. Una delle accusa da parte pentastellata è che l’abolizione del reddito di cittadinanza ha fatto esplodere la povertà. Sbagliato, è leggermente diminuita. Non si può brindare, ma leggere i dati con obiettività sarebbe auspicabile. Altro dato da sottolineare riguarda la popolazione a rischio povertà o esclusione sociale, che nel 2022 riguardava 14 milioni di persone, per una percentuale del 24,4%, mentre nel 2025 è scesa a 3,2 milioni, con un tasso del 22,6% sul totale. Un calo significativo.
I dati dell’Istat: in ribasso nel 2025 il numero degli indigenti, anche rispetto al 2022
C’è poi il dato che riguarda i minori. La povertà assoluta di chi non ha ancora compiuto 18 anni nel 2025 ha coinvolto 1,13 milioni di ragazzi (il 12,5% dei residenti). Nel 2024 erano 1,28 milioni (14,3%), mentre nel 2022 erano 1,27 milioni (13,4%). Insomma, non si può fwsteggiare, ma neanche negare l’evidenza. L’orrido slogan sventolato “con Meloni l’Italia è più povera” è una bufala.
La povertà è in calo con il governo Meloni. Il segnale importante che la sinistra oscura
I dati smentiscono le opposizioni, grazie al lavoro del governo, rimarcano da Fratelli d’Italia, leggendo i dati. Da Francesca Tubetti, segretario della commissione Finanze in Senato, a Guido Liris, capogruppo in Commissione Bilancio di Palazzo Madama; da Federico Mollicone presidente della commissione cultura a Guerino Testa, segretario della Commissione Finanze alla Camera; fino a Marta Schifone, capogruppo in commissione lavoro, è una lettura unanime dei dati Istat. Che segnano la parola fine alla retorica catastrofista delle opposizioni: l’area della povertà assoluta si riduce all’8% nel 2025, migliorando sia il bilancio dell’anno precedente – 8,4% nel 2024 – sia il punto di partenza dell’insediamento dell’ Esecutivo. Un segnale ancora più imponente arriva dall’indice di rischio povertà ed esclusione sociale, che crolla al 22,6% nel 2025.
FdI: i numeri conferrmano la direzione presa dal governo Meloni
Dati che assumono ancora più significato – commenta FdI- se si considera che il rischio di povertà registrato in Spagna, Francia e Germania è invece peggiorato. Ad attestare il buon lavoro del governo, delle sue misure a favore della fasce più deboli avviate con le sue leggi finanziarie. I dati Istat sulla povertà raccontano un’Italia diversa da quella che le opposizioni descrivono, fando seguito ai loro auspici per attaccare il governo. Sono numeri non macroscopici ma importanti perché confermano una direzione intrapresa dal Governo Meloni: più occupazione (sempre Istat docet), maggiore attenzione ai redditi medio-bassi, meno tasse sul lavoro e misure a sostegno delle famiglie. Dopo aver pronosticato crisi, impoverimento e arretramento del Paese, le opposizioni si trovano davanti a una nuova smentita dei fatti. Ancora una volta a fare la differenza non sono gli slogan, ma le risposte che si danno ai cittadini”. Lo dichiara Marta Schifone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Lavoro.