La guerra di parole
Meloni critica l’accordo Usa-Russia sul gas. Kiev ringrazia, da Mosca reazione furente: “Non sono affari suoi”
Parole chiare, quella pronunciate da Giorgia Meloni oggi alla Camera, decise anche nei confronti degli Usa, sull’intesa con la Russia sul gas russo. “Quella nnunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa” ha detto, inoltre, Meloni spiegando che “l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.
La risposta di Mosca è stata stizzita: “Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno”. Dall’Ucraina invece arrivano i ringraziamenti: “Grazie a Giorgia Meloni per il sostegno, per la posizione chiara e inequivocabile, di principio”, scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Grazie aver compreso chi sia l’aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura. Questo è possibile solo grazie alla forza e al lavoro comune per la sicurezza”.
Meloni e la favola del gas russo
“Sul tema del gas russo, io riporto quello che è già stato in varie occasioni spiegato da me, ma ancora meglio di me, è stato spiegato ad esempio dall’amministratore delegato di Eni Descalzi. Il gas russo non costa meno agli italiani costa meno ai russi che è una cosa diversa”, aveva detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. “Immagino – ha aggiunto rivolgendosi a un esponente dell’opposizione – che lei sappia che il prezzo del gas in Europa è stabilito dalla borsa olandese del TTF, quando arriva viene venduto a un unico prezzo. Anche negli anni di maggiore importazione del gas russo in Italia la componente russa è stata inferiore al 40% del totale, significa che il prezzo era stabilito prevalentemente da altri fornitori, quindi una nuova importazione di gas russo non comporterebbe una riduzione del prezzo”.