Un progetto divisivo
Maxi Moschea a Torino, Montaruli attacca la sinistra: “Ha perso consenso tra gli italiani e lo cerca tra gli stranieri”
Intanto sul territorio il vicepresidente del Piemonte Marrone lancia l'allarme: «è un’assurdità imporre a Torino Nord la seconda moschea d’Europa»
Politica - di Gabriele Caramelli - 6 Ottobre 2026 alle 08:43
La Moschea a Torino è «uno schiaffo della sinistra ai torinesi. Il sindaco dovrebbe occuparsi di ristabilire l’ordine negli stabili in cui i torinesi, soprattutto anziani, sono segregati o di far chiudere i minimarket della vergogna, prima di sognare di tagliare l’ennesimo nastro, all’ombra di un minareto». A dirlo in un’intervista a Il Tempo è stata Augusta Montaruli, vicecaprogruppo di FdI alla Camera, parlando del nuovo piano di costruzione nel capoluogo piemontese. Dovrebbe sorgere a nord della città, secondo quanto riportato da La Verità, diventando il secondo centro islamico più grande d’Europa. L’area per i lavori, presa in considerazione dall’amministrazione comunale guidata dal primo cittadino dem, Stefano Lorusso, è quella tra Barriera e Aurora. Si tratta di due quartieri ad alta densità multietnica.
Ma c’è chi, come Montaruli, si è opposto all’edificazione della nuova struttura per i musulmani. Basti pensare al vicegovernatore piemontese di FdI, Maurizio Marrone, che ha annunciato un emendamento alla legge regionale urbanistica del 1989, che disciplina le aree destinate alle attrezzature religiose e introduce il principio del rispetto di «adeguate distanze tra le aree e gli edifici destinati alle diverse attrezzature religiose», distanze che saranno definite con una successiva deliberazione della giunta regionale». Come ha spiegato Marrone, «è un’assurdità imporre a Torino Nord la seconda moschea d’Europa. Significa aprire le porte all’islamizzazione selvaggia. Ma se Lo Russo intende trasformare Barriera e Aurora in Ceuta, troverà la nostra ferma opposizione istituzionale».
Maxi Moschea di Torino, Montaruli e FdI sulle barricate: i rischi della struttura
Quando è stato chiesto a Montaruli se la Moschea possa eventualmente diventare una lavatrice finanziaria dei proventi illeciti del traffico di esseri umani, lei ha risposto che «in assenza di controllo preventivo non si può escludere nulla. Torino è già attenzionata per diverse raccolte fondi che partono da luoghi di culto islamici e finirebbero in organizzazioni che nulla avrebbero a che fare con la solidarietà». Poi ha aggiunto: «La sinistra sta concedendo un’area a fronte di finanziamenti di uno Stato straniero senza alcun controllo preventivo, in un quartiere dove l’integrazione non si vede e che tutti i giorni è sulle cronache per il suo fallimento. Noi invece chiediamo, come da proposta di FdI contro il radicalismo, trasparenza e regole certe, avviso obbligatorio al ministero e possibilità di respingere la richiesta per ragioni di sicurezza. Il progetto della moschea più grande d’Italia a Torino va fermato».
La sinistra fa l’occhiolino all’Islam, ma si dimentica delle priorità
La linea di Montaruli e di FdI sulla moschea è netta, ma c’è anche un altro ammonimento che la deputata ha lanciato ai progressisti. Se questi ultimi hanno veramente intenzione di fare rigenerazione, ha spiegato la vicecapogruppo alla Camera, comincino «dalle aree di vero disagio, non da un luogo che ha il quartier generale dellapolizia locale dall’altra parte della strada e che si potrebbe far rivivere con altre iniziative. Invece, mentre la sinistra si affretta a fare la moschea, ancora attendiamo di sapere i nomi dichi dovrebbe riqualificare il parco dello spaccio nello stesso quartiere, un fantasma a quanto pare».
In conclusione, secondo il suo parere, la sinistra è così ossessionata dal mondo islamico «perché cerca consenso tra gli stranieri, avendone perso moltissimo tra gli italiani. Io penso che anche chi è straniero ed è venuto in Italia per lavorare sia contro a un’opera che porterà nel quartiere più disagiato della città migliaia di persone a pregare».