Confindustria certifica
Made in Italy, il motore da 341 miliardi: trasporti e logistica sostengono quasi un occupato su cinque
Il settore dei trasporti e della logistica ha un peso sull’economia italiana ben superiore a quello che emerge dalle statistiche ufficiali. Secondo uno studio di Federtrasporto, realizzato in collaborazione con il Centro Studi di Confindustria e presentato mercoledì 7 ottobre a Roma in occasione dell’assemblea annuale, il comparto arriva a generare 341 miliardi di euro di valore aggiunto sull’intera economia nazionale, pari al 19% del Pil italiano.
Una dimensione che, secondo Federtrasporto, impone di rivedere il ruolo attribuito al settore: non più semplice servizio a supporto delle attività produttive, ma infrastruttura strategica del sistema industriale e leva per la competitività del Made in Italy.
Made in Italy, oltre i dati ufficiali: dai servizi all’impatto sull’intera economia
Le statistiche tradizionali restituiscono soltanto una parte del valore prodotto dal comparto. I servizi di trasporto e logistica acquistati sul mercato da soggetti terzi rappresentano infatti circa 86 miliardi di euro, pari al 4,8% del Pil.
Il quadro cambia se si considera l’intero ecosistema che ruota attorno alla movimentazione di persone e merci. Sommando le attività svolte direttamente dalle imprese, le infrastrutture, i carburanti, la manutenzione e il noleggio dei mezzi, il valore sale a 184 miliardi di euro, equivalenti al 10,3% del Pil.
Lo studio si spinge poi a misurare gli effetti che trasporti e logistica producono sul resto dell’economia attraverso il metodo dell’estrazione ipotetica applicato alle tavole input-output. Il risultato è un impatto complessivo stimato in 341 miliardi di euro di valore aggiunto.
La logistica vale 202 miliardi: il 59% dell’impatto complessivo
All’interno di questo sistema, è la logistica a rappresentare la componente più rilevante. Secondo l’analisi di Federtrasporto, genera 202 miliardi di euro, pari al 59% dell’impatto economico complessivo.
Un dato che contribuisce a cambiare la lettura del comparto. La logistica non può essere considerata soltanto l’ultimo anello della catena produttiva o una voce di costo da contenere, ma un fattore determinante per la capacità delle imprese italiane di produrre, distribuire ed esportare.
«È un unico sistema industriale a tutti gli effetti», ha sottolineato il presidente di Federtrasporto, Paolo Colombo. Secondo Colombo, i numeri «impongono un cambio di prospettiva: la mobilità delle persone e la mobilità delle merci non possono più essere considerate attività ancillari o un semplice costo da comprimere, ma una leva della politica industriale e della competitività del Paese».
L’occupazione: 4,67 milioni di lavoratori, quasi uno su cinque
Il peso del comparto emerge anche sul fronte occupazionale. Secondo lo studio, il sistema dei trasporti e della logistica attiva complessivamente 4,67 milioni di occupati equivalenti a tempo pieno, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti.
Si tratta del 19,5% dell’occupazione nazionale, una quota che conferma la centralità del settore nel tessuto economico italiano.
Dal PNRR agli interporti: le misure già messe in campo dal Governo
Negli ultimi anni il Governo ha adottato diversi interventi rivolti al settore, dalla digitalizzazione alle infrastrutture, fino all’autotrasporto e all’intermodalità.
Digitalizzazione: 157 milioni per la trasformazione delle imprese
Digitalizzazione. Con il PNRR, il programma LogIN Business ha messo a disposizione 157 milioni di euro per sostenere la trasformazione digitale delle imprese di trasporto e logistica, favorendo l’utilizzo di documenti elettronici, la pianificazione dei carichi e l’intermodalità.
Autotrasporto: tempi di attesa e rinnovo dei mezzi
Autotrasporto. Il Decreto Infrastrutture del 2025 è intervenuto sui tempi di attesa per carico e scarico e ha previsto risorse per il rinnovo del parco veicolare. L’obiettivo è migliorare l’efficienza del comparto e sostenere gli investimenti delle imprese.
Interporti: infrastrutture strategiche di interesse nazionale
Interporti. A fine 2025 è entrata in vigore la nuova legge quadro sugli interporti, che li riconosce come infrastrutture strategiche di interesse nazionale e punta a rafforzare i collegamenti tra porti, rete ferroviaria e sistemi logistici.
Porti e ZLS: investimenti nelle aree logistiche
Porti e ZLS. Il Governo è intervenuto anche sulla governance portuale e sulle Zone Logistiche Semplificate, pensate per favorire investimenti e insediamenti produttivi nelle aree portuali, retroportuali e logistiche.
La richiesta di Federtrasporto: una strategia industriale per il Made in Italy
Per Federtrasporto, tuttavia, gli interventi devono essere ricondotti a una visione più ampia, capace di mettere trasporti, logistica e infrastrutture al centro della programmazione industriale.
Tra le priorità indicate figurano regole più stabili e prevedibili, un piano pluriennale di investimenti infrastrutturali e una governance maggiormente integrata. L’obiettivo è rafforzare le catene di approvvigionamento, sostenere l’export e aumentare la competitività delle imprese italiane.
I numeri presentati all’assemblea mostrano, dunque, quanto il sistema logistico sia già profondamente integrato nell’economia nazionale: 341 miliardi di valore aggiunto e 4,67 milioni di occupati fanno di trasporti e logistica una delle infrastrutture economiche su cui si gioca una parte rilevante della competitività del Made in Italy.