Nostalgia canaglia
L’ultima ideona del Pd: il baby-influencer anti-Meloni candidato a sindaco di Terni? Povera Umbria
Si vocifera da giorni negli ambienti dem e della sinistra in Umbria. Tra i nomi in lizza a sindaco di Terni spunta a sorpresa quello di Raffaele Giuliani, il baby influencer specializzato in attacchi e insulti all’indirizzo del premier Giorgia Meloni. Ospitato in tv, prevalentemente nel comodo studio di Lilli Gruber che lo ha lanciato nell’empireo del piccolo schermo, per urlare contro la patridiota. E tanto basta al Nazareno per farne l’ultimo eroe sulla piazza. Così il 23enne ternano con l’aria da saputello e un ego smisurato, che si fa ritrarre con la torta di compleanno con la falce e martello e la scritta Giuliani presidente, potrebbe ritrovarsi a gareggiare per la poltrona da sindaco della sua città. Per ora è solo un’ipotesi, anticipata oltre sei mesi fa con una certa preoccupazione da Esperia, ma l’indiscrezione sta prendendo corpo. Anche se l’interessato sui social smentisce, ma solo a metà. “Non penso sia questo il tempo né il modo di parlarne. Ciò che posso dire è che non escludo, in futuro, di mettere il mio impegno al servizio della cosa pubblica, ma ad oggi non so ancora immaginare se e in quale forma o ruolo avverrà”.
L’ultima carta dem: candidare il baby-influencer anti-Meloni a sindaco di Terni
Scatenato pro Pal, anche se non disdegna di farsi pagare per un pod-cast pubblicitario di Lavazza (finita nel libro nero degli amici di Israele), nostalgico di Berlinguer (“il mio leader è morto nel 1984), divulgatore seriale del verbo antifa, sarebbe lui la carta segreta del Patto Avanti, campo extralarge. È particolarmente gradito al Pd locale, a spingere per la sua candidatura due big dem come Marina Sereni e Tommaso Bori. Su Schlein il baby divulgatore non si pronuncia, preferisce guardare al passato dall’alto dei suoi 23 anni. Un po’ come la giovane pulzella del Pd che invoca la diserzione e il consigliere comunale dem di Cesena che si sente orgogliosamente “figlio del comunismo”. Tante le perle del novello eroe: dalle bordate contro il ddl sull’antisemitismo con tanto di forbiti distinguo tra semitismo e sionismo (che lo Stato dovrebbe insegnare ai ragazzi), pronunciati davanti a una Gruber perplessa, agli insulti a Charlie Kirk passando per comizi contro il tiranno Netanyahu e il nemico Trump. “La mia gioventù, secondo me, credo siano tutti, la maggior parte, dalla parte della Palestina, poi è chiaro che c’è qualche outsider anche in questo, che magari cade alla propaganda, però non è colpa sua. È colpa dello Stato, del governo stesso che lo incita a certe ideologie violente che copre ogni santissimo giorno”. Di esperienza amministrativa nemmeno l’ombra, ma per il Nazareno evidentemente non è un problema. Per Francesco Nicodemo, ex spin doctor di Renzi e Schlein, del resto Giuliani è un grande comunicatore che tutti vorrebbero dalla loro parte.