Un impegno costante
Mafia, il monito di Colosimo: “Cosa nostra ha profili internazionali. Portare la lotta ai boss al centro Mediterraneo”
Il presidente della Commissione bicamerale antimafia ha sottolineato anche l'importanza della legge "Liberi di scegliere", che consente ai giovani di allontanarsi dal clima brutale e inquietante che sono costretti a vivere negli ambienti criminali
Politica - di Gabriele Caramelli - 6 Ottobre 2026 alle 12:55
«Bisogna portare la lotta alla mafia al centro del Mediterraneo, perché la questione mafiosa non riguarda solo la nostra nazione, ha profili internazionali». A dirlo è stata la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, in videocollegamento all’evento ‘Mare Liberum, festival di geopolitica’, organizzato dall’associazione Diplomatici a Catania. Poi ha ricordato che «non a caso uno dei filoni più importanti della Commissione riguarda le rotte del narcotraffico e la centralità che il Meditarreno ha in queste rotte».
Nel corso del suo intervento, la deputata di Fratelli d’Italia che guida la commissione bicamerale ha rilanciato anche l’importanza della legge “Liberi di scegliere”, che consente ai giovani familiari dei mafiosi di potersi distaccare da quell’ambiente fatto di brutalità e oppressione. Come aveva già precisato tre anni fa all’assemblea nazionale delle associazioni antiracket a Reggio Calabria, «denunciare vuol dire non solo non aver paura ma anche dimostrare a chi pensa che con le intimidazioni si possa ottenere qualcosa che questo non è vero».
Colosimo sulla lotta alla mafia: «Non riguarda solo la nostra nazione, ha profili internazionali»
A proposito della legge “Liberi di scegliere”, Chiara Colosimo ha precisato che c’è una cosa che teneva a raccontare «perché credo che dia la misura della portata di questa legge. Oltre alle richieste che ci pervengono più o meno dalle TV internazionali di tutto il mondo, dalle procure di tutto il mondo, voglio parlarvi di un bambino che da quando è stato allontanato, attraverso le misure che erano già possibile, sta aspettando di poter avere un altro nome». «Non è mai potuto andare a scuola, ha fatto sempre la scuola da remoto – ha spiegato – . E immaginate che cosa vuol dire per un bambino non avere il rapporto con i compagni di classe. È la difficoltà anche di una madre a spiegare questo bambino perché. Ecco, mi ha raccontato questa mamma che quando il bambino ha saputo dell’approvazione di questa legge ha chiesto alla mamma se dal giorno dopo sarebbe potuto andare a scuola anche lui invece di fare scuola da remoto».
Così la mamma gli ha detto che tra qualche tempo sarebbe stato possibile e lui le ha risposto: «Ma quindi mamma ora potrò scegliermi il cognome? Mi potrò chiamare come quelli che mi hanno aiutato?». «Ecco questo è ciò che stiamo facendo», ha sottolineato la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, per poi aggiungere: «Noi siamo orgogliosi e io devo ringraziare infinitamente il dottor Roberto Di Bella per avermi permesso di mettere il mio nome in questa battaglia. Siamo infinitamente orgogliosi di aver liberato le giovani generazioni». Proprio il giudice minorile autore dell’idea aveva spiegato che «la legge può cambiare la vita di migliaia di persone».