Si accettano miracoli
Frate Fedele, zio di Conte, a rischio licenziamento coi sacristi di San Giovanni Rotondo: «Mio nipote? E chi lo vede?»
«E che deve fare? E chi lo vede, poi, mio nipote? Non è con lui che si deve parlare». A San Giovanni Rotondo, dove 38 dipendenti della Fondazione San Pio rischiano il licenziamento, i sacristi pensano di cercare una sponda in Giuseppe Conte.
Ma suo zio, padre Fedele Conte, 92 anni, fratello del padre dell’ex presidente del Consiglio, che vive nel convento, non ci sta a fare da intermediario. Le sue parole sono state raccolte da Davide Carlucci su Repubblica.
Sulle visite del nipote, il religioso ricorda: «È venuto un giorno, ha fatto baldoria, tutti volevano fare la fotografia con lui». E aggiunge: «Ma io non sono del mondo. Io sono del Vangelo…».
«La sacrestia l’abbiamo affidata alle suore»
Padre Fedele dice di aver seguito la vicenda solo di passaggio. «Adesso qui ci sono le suore. La sacrestia l’abbiamo affidata a loro».
Ricorda anche una precedente causa sulle retribuzioni: i sacristi, racconta, avevano chiesto uno stipendio migliore e avevano ottenuto quanto spettava loro. Ora sarebbero stati sospesi, ma continuerebbero a essere pagati. È la versione del religioso, che non coincide con la procedura di licenziamento collettivo al centro dello scontro sindacale.
I licenziamenti riguardano 38 dipendenti su 89, impiegati nei servizi del Santuario. Secondo Filcams Cgil e Fisascat Cisl di Foggia, la Fondazione li motiva con l’aumento dei costi del personale legato al rinnovo del contratto nazionale Sacristi 2026-2029 e con il calo dei pellegrini. I sindacati contestano gli esuberi e chiedono un confronto per salvare i posti.
Da Padre Pio al convento
Da bambino padre Fedele