La sfida, le strategie
L’Italia che inverte il declino: lavoro, imprese e innovazione. Pellegrino: «La rotta è cambiata»
Economisti ed esperti a confronto sul futuro dell’Italia. L'evento al Senato
Si è svolto presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, l’incontro “Invertire il declino – Economia, cultura e strategie per il rilancio dell’Italia”, promosso dal Think Tank “Trinità dei Monti”. L’iniziativa si è proposta di approfondire le ragioni del declino italiano e di individuare quelle condizioni economiche, sociali, culturali e istituzionali che sole possono consentire al Paese di mutarne la traiettoria. Il confronto ha riunito competenze diverse — dall’economia all’impresa, dal diritto alla sicurezza, dalla diplomazia alle relazioni internazionali — nell’intento di esaminare le trasformazioni che attraversano la Nazione e di interrogarsi sulla sua capacità di edificare una prospettiva autentica di crescita e di sviluppo.
Cinzia Pellegrino: Valorizzare le competenze e le capacità di innovazione
Ad aprire i lavori è stata la Senatrice Cinzia Pellegrino, la quale ha posto al centro della discussione la necessità di affrontare le principali sfide del Paese con uno sguardo rivolto al lungo periodo, ricomponendo in un’unica visione crescita economica, competitività, innovazione e coesione territoriale. Non già limitarsi alla constatazione delle difficoltà presenti, dunque, ma muovere da esse per costruire una prospettiva concreta di futuro, attraverso il concorso di competenze diverse e la valorizzazione delle risorse di cui l’Italia dispone: il capitale umano, il mondo delle imprese, la ricerca e quella capacità d’innovazione che costituisce una delle più preziose forze di una Nazione.
Gli interventi del governo a sostegno delle famiglie
Nel suo intervento, la Pellegrino ha sottolineato come l’attuale Governo sia stato in grado di ridurre lo spread da 233 punti a circa 100, nonostante la difficile congiuntura dovuta alla crisi geopolitica. Il deficit è passato dall’8,1% al 3,1%, mentre il tasso di occupazione raggiunge il massimo storico del 63,2%. La senatrice di FdI ha altresì richiamato gli interventi adottati a sostegno delle famiglie, tra cui il bonus unico potenziato, il bonus nido e il bonus libri, nonché la possibilità di usufruire un congedo parentale con tre mesi indennizzati all’80%, i fondi per i caregiver familiari e i fondi per i genitori separati.
Sul fronte delle imprese, ha posto in evidenza una politica industriale dedicata al Made in Italy, l’istituzione della ZES unica del Mezzogiorno e anche l’abolizione del bollo auto sia per imprese e famiglie, perché oltre a chi lavora va anche a sostenere il settore dell’autotrasporto. Questi – ha concluso la Pellegrino – sono alcuni dei provvedimenti attraverso i quali si può invertire la china discendente e imprimere al Paese una direzione nuova, verso un’Italia più forte sotto il profilo economico e più salda sotto quello sociale».
Il confronto ha visto la partecipazione del Professor Pierluigi Testa, presidente del Think Tank Trinità dei Monti; del Professor. Nicola Acocella, professore emerito di Politica Economica presso la Sapienza Università di Roma; dell’Avvocato Guido Carpineti, Founding Partner dello Studio Legale Carpineti-Cusmai; del Professor Giuseppe Sacco, professore di Relazioni internazionali e Sistemi economici mondiali alla LUISS e visiting professor presso la Fudan University di Shanghai; del Generale Giorgio Cuzzelli, Generale di Brigata dell’Esercito Italiano in congedo; del Dottor Luigi De Vecchis, già Presidente e Amministratore Delegato di Siemens Italia e già Consigliere del Ministro dell’Agricoltura per le politiche energetiche; del Professor Antonello Maruotti, professore ordinario di Statistica presso la LUMSA di Roma; e dell’Ambasciatore. Sergio Vento, già ambasciatore a Belgrado, Parigi, presso le Nazioni Unite a New York e a Washington, nonché già consigliere diplomatico di quattro Presidenti del Consiglio.
Il Professor Pierluigi Testa, nella sua riflessione introduttiva, ha affrontato le molteplici dimensioni del declino italiano e le condizioni necessarie per superarle, collocando il tema del rilancio nazionale entro una prospettiva capace di tenere insieme economia, società, istituzioni e capacità di rivolgere lo sguardo oltre l’immediato. Il suo intervento ha introdotto il confronto sulle fragilità strutturali dell’Italia e sulla necessità di individuare strumenti e responsabilità per invertire la traiettoria del Paese.
Gli interventi del Professor Nicola Acocella e dell’Avvocato Guido Carpineti hanno contribuito al confronto sulle condizioni economiche, istituzionali e normative necessarie per sostenere la crescita e la competitività del sistema italiano, mentre il Professor Giuseppe Sacco ha portato una riflessione sugli equilibri economici e geopolitici internazionali e sulle trasformazioni dello scenario mondiale.
Sicurezza e ruolo dell’Italia nello scenario internazionale
Il Generale Giorgio Cuzzelli ha affrontato il tema della sicurezza e della percezione della minaccia, collegandolo alla capacità dell’Italia di tutelare i propri interessi nello scenario internazionale. Cuzzelli ha sottolineato la necessità di accrescere in Italia la consapevolezza delle questioni di sicurezza, richiamando il rapporto tra sicurezza, benessere e coesione sociale. Nel suo ragionamento ha, inoltre, evidenziato il tema dell’influenza internazionale come elemento della capacità di uno Stato di difendere i propri interessi.
Innovazione e produttività al centro dell’intervento di Luigi De Vecchis
Nel corso dell’incontro il Dottor Luigi De Vecchis ha concentrato la propria relazione sulla velocità di diffusione delle innovazioni tecnologiche e sul rapporto tra innovazione, investimenti e produttività. Particolare attenzione è stata dedicata alla diversa capacità di Stati Uniti ed Europa di trasformare le nuove tecnologie in crescita economica, con riferimento alla ricerca, ai semiconduttori, all’intelligenza artificiale, al 5G, al cloud e ai nuovi sistemi digitali. De Vecchis ha, inoltre, richiamato il divario negli investimenti tecnologici e nella produttività tra Stati Uniti ed Europa, sottolineando il ruolo della formazione, della ricerca e della collaborazione tra università e imprese.
Il Professor Antonello Maruotti ha contribuito al confronto attraverso la prospettiva statistica, offrendo elementi di analisi utili a leggere le dinamiche del Paese e le trasformazioni demografiche, economiche e sociali che incidono sulle prospettive future dell’Italia.
Il Mezzogiorno come leva di sviluppo nazionale
Un altro dei temi affrontati è stato quello del Mezzogiorno, a partire dalle prospettive delineate nel Piano Sud 2030. Il documento individua nel divario economico e sociale tra Nord e Sud uno dei principali ostacoli allo sviluppo italiano e pone l’obiettivo di intervenire su occupazione giovanile, istruzione, infrastrutture, innovazione, transizione ecologica e apertura del Mezzogiorno verso il Mediterraneo.
Una riflessione sulle sfide ancora aperte
Il confronto ha toccato le principali fragilità strutturali che condizionano le prospettive di lungo periodo del Paese: dalla debolezza della crescita e della produttività alla questione demografica, dal rapporto tra formazione e lavoro alla capacità di attrarre e trattenere capitale umano, fino alla competitività del sistema produttivo e alla necessità di innovare in uno scenario nel quale cambiano rapidamente gli equilibri geopolitici, le tecnologie e le catene del valore.
La riflessione ha, inoltre, superato la sola dimensione economica, toccando il senso della cittadinanza, la responsabilità individuale e collettiva, il rapporto tra diritti e doveri, il merito e la capacità di orientare l’impegno verso biettivi di lungo periodo. In questa prospettiva, il capitale umano è stato indicato come una vera e propria infrastruttura strategica per il futuro del Paese. Il documento di base dell’iniziativa evidenzia, tra gli altri aspetti, la necessità di intervenire sul potere d’acquisto, sulla strategia energetica, sulla crescita dimensionale delle imprese, sull’attuazione del PNRR e sulla capacità dell’Italia di rafforzare il proprio ruolo in Europa e nel Mediterraneo.
L’incontro ha quindi messo a confronto prospettive economiche, tecnologiche, territoriali, statistiche, giuridiche e geopolitiche, con l’obiettivo di offrire una lettura articolata delle condizioni necessarie per affrontare le criticità strutturali del Paese. L’ambizione dell’iniziativa è che il confronto possa proseguire oltre la giornata del convegno, contribuendo a sviluppare idee, analisi e proposte attorno a una domanda di fondo: quale Italia intendiamo lasciare alle prossime generazioni?