La telefonata
L’annuncio di Trump: “Putin fornirà subito 300mila tonnellate di gasolio”. Kiev non arretra: attaccato un impianto petrolifero russo
Il presidente Usa e quello russo si sentono mentre a Miami parte un nuovo round negoziale con gli inviati di Kiev ed europei. Sullo sfondo i tentativi del tycoon di recuperare terreno in vista delle elezioni di midterm
L’annuncio, come di consueto, è arrivato su Truth: “Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin, nel corso del quale è stato concordato che la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di gasolio al mercato americano e mondiale, altre 500.000 tonnellate nel mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate subito dopo”. Donald Trump lo ha comunicato dopo la telefonata, che si è svolta nella serata di ieri e che, secondo quanto affermato dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, sarebbe stata organizzata a seguito di una richiesta di Trump di poter fare personalmente gli auguri di compleanno a Putin, fatta pervenire il 7 ottobre, data di nascita dello zar, attraverso l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Il colloquio è stato il sesto dall’inizio dell’anno.
La risposta militare di Kiev
Nella notte, dopo l’annuncio, le forze armate ucraine hanno condotto un attacco con droni contro un terminal per l’esportazione di petrolio a Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov nel sud della Russia, provocando un vasto incendio. Il terminal di Rostov colpito dai droni ucraini viene utilizzato per ricevere, stoccare e caricare prodotti petroliferi su petroliere fluviali e marittime, con una capacità di movimentazione annua fino a 3,5 milioni di tonnellate, quasi 300mila tonnellate al mese.
Trump annuncia l’accordo con Putin sul gasolio
“In base alle condizioni delle proprie raffinerie di gasolio, la Russia fornirà poi, in breve tempo, 3.000.000 di tonnellate di gasolio”, ha aggiunto Trump, che ha anche rivendicato che “grazie al nostro controllo totale (tutto in maiuscolo nell’originale, ndr) dello Stretto di Hormuz e a questo grande annuncio sull’energia russa i prezzi del gasolio per gli americani e, di fatto, per il mondo intero, scenderanno a ritmi record e in modo rapido! (anche quest’utima frase tutta in maiuscolo, ndr)”. Lo stop alle sanzioni energetiche nei confronti della Russia è previsto almeno fino al 7 aprile 2027.
La cornice delle elezioni di midterm
“Prezzi più bassi per gli americani, in particolare per i nostri grandi agricoltori, allevatori e camionisti, sono la mia massima priorità. Questo è un annuncio davvero grande e importante. Inoltre, va chiarito che l’Iran non avrà un’arma nucleare! Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione”, ha concluso Trump, che punta a monetizzare immediatamente l’accordo e a incassarne gli effetti in vista delle elezioni di midterm in programma il 3 novembre.
Gli ammiccamenti di Mosca “ai mercati mondiali”
Poco dopo il Cremlino ha fatto sapere che nel corso della telefonata Putin ha assicurato che la Russia è pronta “a fornire petrolio” agli Stati Uniti e ai mercati mondiali. “La parte russa ha ribadito la propria disponibilità a fornire petrolio e prodotti petroliferi ai mercati americani e mondiali”, ha dichiarato il Cremlino nel suo resoconto, aggiungendo che “l’arrivo del petrolio russo sul mercato americano avrà un impatto positivo sull’intera economia mondiale” e che “durante la conversazione telefonica, è stata dedicata un’attenzione significativa alle prospettive di risoluzione della crisi ucraina”.
“Putin e Trump – conclude il resoconto – hanno concordato di proseguire i contatti personali, nonché la cooperazione attraverso le proprie amministrazioni, servizi speciali e ministeri”. Si parla intanto di un probabile incontro tra i due presidenti il 17 e 18 novembre a Shenzhen, in Cina, per il vertice Asia-Pacifico.
L’ira di Zelensky: “Decisione indegna e debole”
L’accordo ha naturalmente pesanti ripercussioni sull’Ucraina, per la quale è arrivato come una doccia fredda, per non dire un tradimento, mentre a Miami arrivavano negoziatori di Kiev ed europei per un nuovo round di colloqui con Steve Witkoff e Jared Kushner. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la decisione “indegna e debole. Il nostro team è stato usato come una copertura. Non è certamente onesto, non è certamente degno dei nostri partner e, a mio avviso, è una decisione debole”.
“I regali a Putin non portano la pace”
Il leader ucraino sa perfettamente quali sono le conseguenze che l’intesa può innescare: la Russia avrà a disposizioni ulteriori risorse da investire nella guerra e confida nel pressing di Trump che continuerà a chiedere a Kiev di non colpire gli impianti petroliferi del nemico, che hanno messo in grave difficoltà Mosca e che gli Usa, prima dell’accordo con Mosca, avrebbero chiesto di fermare. Kiev, però, non è orientata a modificare la propria strategia bellica: le raffinerie russe rimarranno nel mirino. “I regali a Putin non porteranno la pace né alcun beneficio al mondo civilizzato. La pace non si raggiunge mai con la debolezza”, ha commentato Zelensky, che ha messo nel mirino anche la “decisione europea di revocare le sanzioni contro gli oligarchi russi. Dopo di ciò, gli attacchi e gli abusi russi contro la popolazione sono solo aumentati”.
Kiev invoca una vera de-escalation “in formato speculare”
“Qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia senza un accordo di de-escalation chiaro e duraturo con la Russia è un’evidente debolezza. Fa il gioco della Russia, la spinge a uccidere di più, a combattere più a lungo, a rispettare ancora meno l’America e a infliggere perdite e danni ancora maggiori al mondo”, ha proseguito Zelensky, sottolineando che ”permettere alla Russia di vendere prodotti petroliferi significa investire in una guerra che deve finire, non prolungarsi. È necessaria una vera de-escalation con la Russia, e in un formato speculare”.
“L’Ucraina – ha aggiunto – è pronta a compiere passi di de-escalation e il team americano conosce questa nostra posizione” e auspicando ancora “il giusto sostegno dell’America per la difesa delle nostre vite, per la difesa del nostro popolo in Ucraina, e su un dialogo altrettanto forte da parte degli Stati Uniti con la Russia. Un dialogo forte, non debole”.
I colloqui di Miami tra gli inviati ucraini ed europei e gli Usa
Nella notte Witkoff ha dato conto dei primi colloqui con rappresentanti di Kiev, dell’Europa e della Nato. “Oggi, rappresentanti degli Stati Uniti, dell’E3, della Commissione europea, dell’Ucraina e della Nato si sono incontrati a Miami e hanno tenuto discussioni costruttive sulle possibili vie per allentare le tensioni e porre fine alla guerra con la Russia prima dell’inverno, nonché per portare avanti gli sforzi volti a raggiungere una pace duratura e stabile”, ha scritto Witkoff su X.
Secondo quanto riferito da Axios, citando un funzionario statunitense che ha chiesto l’anonimato, Witkoff e Kushner starebbero valutando la possibilità di visitare Mosca e Kiev la prossima settimana per discutere proposte di pace, ma non è chiaro, nota la testata, in che modo l’accordo annunciato ieri da Trump con il leader del Cremlino Vladimir Putin sul gasolio influenzerà i loro piani.