OpenAi li ha bloccati
Iran e Russia all’attacco di Chatgpt: creati profili falsi di giornalisti e un Think tank per la propaganda
L'azienda californiana ha dato notizia delle intromissioni di Mosca e Teheran in una nota sul proprio blog, classificando i due attacchi mirati in base alla pericolosità. L'operazione russa ha attecchito principalmente in Ucraina e in Polonia, creando allarmi civili
Esteri - di Gabriele Caramelli - 9 Ottobre 2026 alle 15:31
L’Iran e la Russia stanno provando a penetrare anche all’interno dell’intelligenza artificiale, provando a veicolare i propri messaggi di propaganda attraverso le notizie false. È stata OpenAi, con un post sul blog, ad aver rivelato di aver bloccato due “operazioni di influenza” provenienti da Mosca e Teheran. I due paesi hanno utilizzato Chatgpt per divulgare messaggi di propaganda, creando profili di falsi giornalisti nel caso iraniano, mentre i russi hanno gestito un think-tank abbastanza efficace da alimentare tensioni pubbliche in un caso particolare. L’ultimo caso ha messo in allarme Ucraina e Polonia indicando, come ha spiegato l’azienda californiana, «un livello di penetrazione superiore a quello di qualsiasi operazione di influenza che abbiamo interrotto negli ultimi due anni». Alla fine, entrambi gli account sono stati sospesi da OpenAi.
Iran e Russia all’attacco di Chatgpt: creavano profili di falsi giornalisti per aumentare propaganda
Sull’operazione iraniana per la disinformazione, OpenAi ha affermato di aver «identificato quasi 100 articoli pubblicati o distribuiti con le firme dell’operazione in circa una dozzina di testate online in tutto il mondo». Poi ha aggiunto: «Si trattava di testate di piccole e medie dimensioni, generalmente focalizzate su affari internazionali, geopolitica ed eventi in Medio Oriente». Da Teheran hanno usato sette profili di finti “giornalisti”, che sostenevano di avere provenienza occidentale e che hanno cominciato a pubblicare nel luglio 2025 fino a ottobre 2026. Le diffusioni di materiale sono incrementate dopo l’inizio della guerra in Iran, tanto che gli articoli avevano titoli come “La guerra in Iran e il crollo della credibilità morale occidentale”.