Deliri dem
Inno di Mameli, il Pd vuole cancellare i nomi degli autori. Campione al Secolo: «È di tutti gli italiani»
Politica - di Valter Delle Donne - 15 Ottobre 2026 alle 08:37
Il Pd vuole eliminare i nomi di Goffredo Mameli e Michele Novaro dal disegno di legge costituzionale che introduce l’inno nazionale nella Carta fondamentale. Due gli emendamenti presentati dai dem alla proposta che porta la prima firma della senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione. Un’iniziativa che ha raccolto un ampio consenso parlamentare, come sottolinea la stessa esponente di FdI in una dichiarazione al Secolo d’Italia.
«Su questo disegno di legge c’è stata ampia convergenza, è infatti stato sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari del Senato a eccezione di AVS e M5S. Il mio auspicio è che quando arriverà in aula a dicembre anche coloro che non lo hanno firmato lo votino. L’inno d’Italia non appartiene a una parte politica, è di tutti gli italiani».
Inno di Mameli, cosa prevedono gli emendamenti del Pd
Il provvedimento, composto da un solo articolo, interviene sull’articolo 12 della Costituzione, che oggi disciplina le caratteristiche della bandiera italiana, per introdurre un esplicito riferimento all’inno nazionale.
La formulazione proposta individua il Canto degli Italiani come inno della Repubblica, citando Goffredo Mameli, autore del testo, e Michele Novaro, che ne compose la musica.
È proprio su quest’ultimo punto che si concentrano gli emendamenti del Partito democratico, presentati durante l’esame in commissione Affari costituzionali del Senato. I dem chiedono di cancellare i riferimenti ai due autori, lasciando soltanto la denominazione dell’inno. Non è dunque in discussione il riconoscimento del Canto degli Italiani, ma la scelta di inserire nella Costituzione anche i nomi di chi lo scrisse e lo musicò.
Campione: «A dicembre mi auguro il voto anche di AVS e M5S»
La proposta di Campione ha raccolto le firme di tutti i gruppi parlamentari del Senato, a eccezione di Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle. Un sostegno trasversale sul quale la senatrice di Fratelli d’Italia conta anche in vista dell’approdo del testo nell’Aula di Palazzo Madama, previsto per dicembre.
Il confronto sugli emendamenti resta aperto. Le riserve espresse da una parte delle opposizioni non riguardano soltanto il riferimento agli autori: sono state avanzate anche obiezioni sull’opportunità di modificare la Costituzione per disciplinare l’inno nazionale.
Campione, invece, insiste sul carattere condiviso dell’iniziativa e auspica che anche i gruppi che non hanno sottoscritto il disegno di legge possano sostenerlo al momento del voto. Perché, come ricorda la senatrice di FdI al Secolo d’Italia, «l’inno d’Italia non appartiene a una parte politica, è di tutti gli italiani».