Scacco matto
In Germania cade un altro tabù: l’AfD conquista la presidenza del parlamento della Sassonia-Anhalt e ora punta al governo
Tobias Rausch eletto con 48 voti, nove più dei seggi del partito: cinque erano annunciati, quattro sono stati una sorpresa. A dicembre a Siegmund ne basterebbero tre per diventare ministro-presidente
Esteri - di Alice Carrazza - 7 Ottobre 2026 alle 12:12
Una tazza con scritto «Linke Tränen», “lacrime della sinistra”, sollevata davanti alla stampa. Ulrich Siegmund entra sorridendo nell’aula del Parlamento della Sassonia-Anhalt, stringe qualche mano e poi prende posto in prima fila. Alla sua destra e alla sua sinistra siedono Tobias Rausch e Hans-Thomas Tillschneider. Poche ore dopo, nella giornata di ieri, saranno rispettivamente presidente e vicepresidente del Landtag. E la fotografia della giornata politica tedesca è tutta lì: dopo il terremoto elettorale di settembre, Alternative für Deutschland non è più soltanto il partito da tenere ai margini. Occupa il centro dell’emiciclo e, per la prima volta, conquista la guida di un Parlamento regionale.
Cade il muro contro AfD
Rausch, 35 anni, è stato eletto presidente del Landtag con 48 voti su 82. Nove in più dei 39 deputati dell’AfD. Cinque erano annunciati: quelli del Bsw, il partito radicale fondato da Sahra Wagenknecht. Gli altri quattro sono arrivati nel segreto dell’urna. Forse da qualche disertore all’interno del partito dello stesso cancelliere Friedrich Merz.
ANSA. Ulrich Siegmund e Tobias Rausch
Il Bsw aveva spiegato la propria scelta senza troppi giri di parole. L’AfD è uscita dalle elezioni del 6 settembre con il 43,8%, diventando nettamente il primo partito del Land, ed è quindi «semplicemente democratico» che il gruppo più numeroso possa indicare il presidente dell’assemblea, aveva osservato la deputata Claudia Wittig.
Con i cinque voti, però, Rausch sarebbe arrivato soltanto a 44. Ne ha ricevuti invece 48. È questo a rendere il voto di Magdeburgo qualcosa di più di una normale spartizione delle cariche istituzionali. Per anni il sistema politico tedesco ha retto sull’idea che, indipendentemente dalla consistenza elettorale dell’AfD, nessuno dovesse collaborare con il partito. Martedì qualcuno ha deciso diversamente.
Poco dopo è arrivato anche il secondo segnale: Hans-Thomas Tillschneider, esponente dell’ala più identitaria del partito e già respinto in passato per la stessa carica, è stato eletto vicepresidente del Landtag.
Dai margini al centro della scena
Il voto arriva esattamente un mese dopo le regionali che hanno sconvolto i rapporti di forza nella Sassonia-Anhalt: da un lato una destra radicale vittoriosa, dall’altro una Cdu in panne che non è riuscita a varcare neanche la soglia del 20% — si è fermata al 17,2.
Il cambiamento è diventato visibile perfino nella disposizione dei seggi. L’AfD, un tempo sistemata all’estremità dell’aula, con i suoi 39 deputati occupa ora il settore centrale dell’emiciclo. Fatto che non può che far tornare alla mente una celebre frase di House of Cards: «Il potere è come il settore immobiliare. È tutta una questione di posizione, posizione, posizione». È così che Siegmund ha assistito all’elezione di Rausch, per poi abbracciarlo tra gli applausi del gruppo.

ANSA. Ulrich Siegmund e Tobias Rausch
Fuori dal Parlamento, intanto, alcune centinaia di manifestanti protestavano al grido di «Fascisti fuori dal Landtag», accompagnando gli slogan con svastiche barrate e richiami al passato tedesco. Eva von Angern, esponente della Linke, ha definito l’elezione «un giorno nero per il parlamentarismo in Sassonia-Anhalt e in tutta la Germania», arrivando a evocare Hermann Göring. Tutto prevedibile, a sinistra quando non si hanno argomentazioni si agitano i fantasmi del Novecento. Dentro il Parlamento però il problema resta: come gestire democraticamente un partito che ha raccolto quasi un voto su due nel Land?
Ora Siegmund punta alla guida del Land
Ed è qui che l’elezione di Rausch acquista un significato ancora maggiore. A dicembre il Landtag dovrà scegliere il nuovo ministro-presidente e il candidato dell’AfD sarà proprio Ulrich Siegmund. Per essere eletto servono 42 voti. L’AfD ne ha 39. Gliene mancano tre.
Il Bsw ha già annunciato che il sostegno concesso a Rausch non verrà automaticamente replicato al prossimo giro. Ma il voto segreto di martedì ha dimostrato che almeno alcuni deputati degli altri schieramenti sono disposti, in determinate circostanze, a superare le indicazioni dei propri partiti.
Dal quartier generale non si nasconde la soddisfazione. Alice Weidel e Tino Chrupalla hanno parlato di un «passo storico», mentre Weidel ha nuovamente invitato la Cdu di Merz al dialogo: «La nostra mano è tesa». Dal fronte cristiano-democratico la risposta resta ufficialmente negativa e il capogruppo dell’Unione al Bundestag Thorsten Frei ha definito i voti aggiuntivi ricevuti da Rausch «estremamente preoccupanti e allarmanti».
Il vero problema ora è per il cancelliere
Il voto di Magdeburgo arriva peraltro mentre l’AfD continua a crescere anche sul piano nazionale. L’ultimo sondaggio riportato da Bild la colloca al 30,5%, mentre Cdu-Csu si ferma al 17,5%.
È in questo quadro che la vecchia strategia del cordone sanitario contro le destre non funziona più: non perché sia stata formalmente abbandonata, ma perché la matematica elettorale la rende ogni volta più complicata da applicare.
A Magdeburgo non è nato un governo AfD, ma è caduto un tabù: nel segreto dell’urna qualcuno ha scelto di dissociarsi dalla demonizzazione delle destre. E mentre Siegmund torna a sorseggiare caffè dalla sua tazza, la vera domanda è un’altra: quanti altri, da qui in avanti, faranno lo stesso?

ANSA. Ulrich Siegmund e Tobias Rausch