La disputa del bucato
Il sindaco francese vieta i panni stesi alla finestra: “Non siamo Napoli”. L’assessore Puca: “Ci dispiace per voi”
I panni stesi fuori dalle finestre sono diventati un pomo della discordia tra la piccola città francese di Thizy-les-Bourgs, poco meno di 6500 abitanti a una settantina di chilometri a nord di Lione, e Napoli. Il sindaco, Rémi Berthoux, ha emanato un’ordinanza contro il bucato al vento per preservare il decoro urbano e la qualità dell’ambiente. Fin qui ordinaria amministrazione. Senonché sui social il provvedimento è stato pubblicizzato con un post che si apre con l’affermazione: “No, non siamo a Napoli!”.
Il piccolo comune francese contro i panni stesi: “Non siamo Napoli”
Ed è così che un atto ordinario è diventato l’innesco di una piccola crisi diplomatica a distanza e via social. “Caro sindaco Berthoux, ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio”, ha replicato l’assessore partenopeo all’Immagine della città, Carlo Puca, in un post orgogliosamente accompagnato da foto di panni stesi nei caratteristici “vichi” cittadini.
La replica dell’assessore Puca: “Ci dispiace per voi”
“Capiamo – ha proseguito Puca – la volontà di decoro urbano, ci mancherebbe e ogni amministratore ha il diritto di regolare il proprio territorio. Ma per giustificare un divieto non serviva usare Napoli come termine di paragone negativo, come sinonimo di ciò che ‘non si deve essere’. È una battuta facile, che banalizza una città complessa riducendola a cartolina folkloristica o, peggio, a controesempio”. “Napoli – ha ricordato Puca – non è un’etichetta da brandire per marcare le distanze. È una metropoli di oltre due millenni di storia, di arte, musica, cucina, filosofia, e sì, anche di lenzuola stese al sole. Cose che – ha concluso l’assessore – tra l’altro asciugano benissimo e a costo ambientale zero”.