La scoperta
Il Nobel per l’Economia a Woodford e Hall, padri della flat tax. Salvini rilancia: “Ora soglia a 100mila euro”
Stoccolma premia i due economisti americani per gli studi sulla stabilizzazione macroeconomica. La Lega: "Faccia riflettere chi ancora si oppone"
«Il premio Nobel per l’Economia a Robert E. Hall, uno dei padri della flat tax moderna, dovrebbe far riflettere chi in Italia ancora si oppone a questa riforma». La Lega di Matteo Salvini non perde tempo e trasforma il prestigioso premio di Stoccolma in un’occasione per rilanciare una delle sue battaglie storiche: alzare da 85mila a 100mila euro la soglia della flat tax al 15% per le partite Iva. Il riconoscimento assegnato all’economista americano, premiato insieme a Michael Woodford per gli studi sulla stabilizzazione macroeconomica, offre al Carroccio un argomento in più per riportare il fisco al centro del confronto politico.
«Grazie alla Lega, la flat tax è già una realtà in Italia per milioni di partite Iva. Ora serve un ulteriore passo avanti. Avanti tutta», si legge nella nota del partito.
Dall’America di Reagan alla battaglia fiscale di Salvini
Il legame tra Hall e la tassazione ad aliquota unica ha radici lontane. Nel dicembre 1981, insieme all’economista Alvin Rabushka, pubblicò sul Wall Street Journal una proposta destinata ad alimentare il dibattito fiscale americano: un sistema tributario radicalmente semplificato, fondato su un’aliquota uniforme e su una tassazione che escludesse il reddito destinato al risparmio.
L’idea era tanto ambiziosa quanto immediata: una dichiarazione dei redditi sufficientemente semplice da stare su una cartolina. Un’impostazione che trovò terreno fertile nell’America di Ronald Reagan, diventando negli anni un riferimento per i sostenitori delle riforme fiscali liberali e conservatrici.