Tra presente e futuro
IA, parla Bill Gates: “Tecnologia più pericolosa delle armi nucleari e potenzialmente più vantaggiosa dell’energia nucleare”. Poi l’appello ai governi: “Devono guidare il settore”
Il padre di Microsoft spiega in una intervista all'Osservatore romano, quale scenari secondo lui si presenteranno nei prossimi anni. E condivide appieno l'enciclica del Papa sul ruolo dell'uomo al centro del processo
Bill Gates parla di intelligenza artificiale. E lo fa con il quotidiano “L’Osservatore Romano” in una lunga intervista che segue l’enciclica di Papa Leone “ Magnifica humanitas” proprio sul tema, che lo ha «affascinato» perché «Getta una solida base per il lavoro che occorre fare. Il Papa non dice “fermate l’intelligenza artificiale”. La sua argomentazione è più ponderata: sostiene che, di fronte a tutto ciò, dobbiamo preservare attivamente ciò che c’è di umano. Questo coincide con ciò che sostengo anch’io. Ci sono alcuni compiti come la cura dei bambini, la funzione di giudice o di giurato, e, nell’ambito della medicina, la cui essenza è proprio la relazione. Non dovremmo consegnare quei compiti a un modello solo perché è diventato abbastanza capace da svolgerli. Mi fa molto piacere vedere la Chiesa cattolica e altri gruppi religiosi così coinvolti nel dibattito sull’intelligenza artificiale; ritengo che il loro impegno sia fondamentale per assicurare che l’intelligenza artificiale serva tutti nella maniera più equa.
Il ruolo fondamentale dei governi
Nel colloquio a Seattle con il giornalista Cetera, si dice colpito che gli esperti «stiano dando voce alle loro preoccupazioni. Dicono la stessa cosa: in questo il settore non può autoregolamentarsi, deve essere guidato da attori neutrali, in primo luogo governi. Il problema è che la maggior parte delle persone al governo non comprende appieno come funziona la tecnologia».
Disaccordo con Trump nel minimizzare i rischi
E il padre di Microsoft non è d’accordo con il presidente Usa, Donald Trump, quando minimizza i rischi potenziali derivanti dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, perché a suo giudizio «Questa tecnologia è più pericolosa delle armi nucleari e ha il potenziale per essere più vantaggiosa dell’energia nucleare. Aggiungere controlli di sicurezza di base non comporta quasi alcuna perdita di velocità e riduce notevolmente i rischi. È un compromesso che vale la pena accettare». Proprio per questo «I leader di governo devono prima concordare sui fatti fondamentali, ovvero che esistono pericoli reali e benefici reali, e poi discutere i dettagli della risposta. Abbiamo bisogno di una maggiore competenza nell’ambito dell’intelligenza artificiale nei governi» Poi il dubbio: «Temo che ci possa volere un attacco informatico serio o un grave episodio di bioterrorismo perché il sistema politico affronti la questione con tutta la serietà che richiede».
I rischi da ridurre e le opportunità da cogliere
Gates, imprenditore americano e cofondatore di Microsoft, condivide le perplessità dei colleghi: «Ritengo che non stiamo prestando abbastanza attenzione ai rischi e che non stiamo facendo abbastanza per ridurre i danni al minimo. Non facciamo abbastanza neanche per cogliere le opportunità attuali che offre l’intelligenza artificiale» perché «può fare cose come permettere ai medici di campagna di usare lo smartphone come un ecografo, offrire un sostegno didattico personalizzato che si adatti al modo in cui lo studente apprende effettivamente e fornire consigli su misura in base alle caratteristiche del terreno e alle condizioni meteorologiche specifiche di ciascun agricoltore. Ma nulla di tutto ciò avviene automaticamente. Lasciati al mercato, gli strumenti più efficaci verranno costruiti prima per chiunque possa pagare di più, non per chi ne ha più bisogno. Per questo per i prossimi due anni abbiamo stanziato (con la sua Fondazione ndr) un miliardo di dollari al fine di promuovere l’intelligenza artificiale nei settori della sanità, dell’educazione e dell’agricoltura proprio in quei luoghi in cui le forze di mercato arriverebbero per ultime. Il rischio e l’opportunità procedono di pari passo e dobbiamo agire su entrambi i fronti contemporaneamente».
Ia, evento evolutivo e non una nuova forma di Pc
Lui che ha di fatto portato pc e sistemi operativi nel mercato globale e nelle case dei cittadini di ogni continente, distingue tra il passato tecnologico che conosciamo e quello che ci attende in futuro, sottolineando come l’intelligenza artificiale sia «diversa da qualsiasi altra tecnologia che abbiamo visto finora. Assomiglia più a un evento evolutivo. Abbiamo creato un tipo di intelligenza che per molti aspetti eguaglia o supera la cognizione umana. Trattarla semplicemente come “il prossimo PC” fa sì che la gente la sottovaluti completamente» e «In questo periodo serve un cambiamento reale, su molteplici fronti, tra cui il modo in cui tassiamo il lavoro rispetto all’automazione, quali attività riserviamo deliberatamente agli esseri umani e come assicuriamo che la tecnologia raggiunga effettivamente le persone che ne trarrebbero maggiori benefici, non solo quelle che possono pagare di più». Una volta superata questa «fase di transizione, se riusciremo a mettere in atto le misure di sicurezza e garantire un accesso adeguato, potremmo trovarci di fronte un mondo di vera abbondanza: intelligenza artificiale e robot umanoidi che si occupano di cibo, alloggio e altre necessità di base. Quel periodo solleverà una serie di domande completamente diverse sul significato e su come la gente trascorrerà il proprio tempo. Al momento il mio obiettivo principale è di farci superare i prossimi anni senza che si verifichino attacchi bioterroristici catastrofici o incidenti relativi alla sicurezza informatica, e senza lasciare indietro ampie fasce del mercato del lavoro o vaste aree del mondo».