La petizione
I Conservatori chiedono la messa al bando dell’estrema sinistra di Mélenchon: “Gioca alla rivoluzione. Intervenga l’Europa”
Dopo le accuse di incitamento alla violenza nelle proteste francesi, Ecr avvia la raccolta firme per portare al voto dell’Eurocamera la verifica sulla European Left Alliance
Politica - di Alice Carrazza - 6 Ottobre 2026 alle 19:59
La «violenza legittima» potrebbe costare cara alla sinistra radicale europea. Il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei ha avviato al Parlamento europeo la raccolta delle firme necessarie per chiedere una verifica formale sulla European Left Alliance for the People and the Planet (Ela), il partito europeo che riunisce, tra gli altri, La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, Podemos e Sinistra italiana. Se la procedura arrivasse fino in fondo, l’alleanza potrebbe essere cancellata dal registro dei partiti politici europei e perdere l’accesso ai finanziamenti dell’Unione. Non lo scioglimento delle singole formazioni nazionali, dunque, ma qualcosa che sul piano europeo assomiglia parecchio a una messa al bando.
I conservatori dicono basta
A muovere per primo è stato Charlie Weimers, vicepresidente svedese di Ecr group, che sta cercando 180 firme provenienti da almeno tre gruppi politici. Se riuscirà a raccoglierle entro il 16 ottobre, la richiesta dovrebbe approdare al voto nella plenaria del 19 ottobre. A quel punto l’Ue non potrà tirarsi indietro e dovrà decidere «se la European Left Alliance rispetti ancora i valori fondanti dell’Ue», ha spiegato Weimers.
A innescare il caso sono state le proteste studentesche che da giorni scuotono la Francia. Le rivendicazioni iniziali – classi sovraffollate, carenza di insegnanti, edifici scolastici in cattive condizioni – sono progressivamente finite accanto alle immagini di incendi, aggressioni e scontri con la polizia. Stando alle ricostruzioni, durante una riunione di crisi del governo francese i servizi d’intelligence hanno attribuito l’origine della mobilitazione a un’operazione organizzata da Lfi e da gruppi dell’estrema sinistra ad essa vicini. La France insoumise respinge l’accusa e sostiene che il governo stia cercando solo un capro espiatorio.
Ed è qui che però Strasburgo è diventata il secondo fronte della battaglia. Lunedì la leader di Identité-Libertés Marion Maréchal ha ottenuto che l’Eurocamera discutesse non semplicemente delle proteste, ma dell’«escalation delle rivolte studentesche in Francia» e, testualmente, del «ruolo dei partiti di estrema sinistra nell’incitamento alla violenza». Una formulazione entrata nell’agenda ufficiale del Parlamento europeo e tutt’altro che di contorno.
«Ci sono partiti in questo Parlamento che parlano di violenza legittima», ha attaccato l’eurodeputata francese. E quando dai banchi della sinistra sono arrivate le accuse di strumentalizzazione, Maréchal ha rincarato: «Parliamo di un preside preso di mira da colpi di mortaio, di una sorvegliante bruciata al volto, di un poliziotto picchiato a terra». Quindi l’affondo contro «un partito Lfi e un’internazionale antifa che gioca alla rivoluzione con la sicurezza dei nostri giovani e delle forze dell’ordine».
Dallo scontro politico alla procedura europea
Ora il confronto cambia livello. L’articolo 241 del regolamento dell’Eurocamera consente a un quarto dei deputati, appartenenti ad almeno tre gruppi, di far arrivare in Aula una richiesta di verifica. Se il Parlamento desse il via libera, entrerebbe in gioco l’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche, chiamata a valutare il rispetto dei valori sanciti dall’articolo 2 del Trattato Ue. Registrazione e finanziamenti europei sono infatti subordinati al rispetto di democrazia, Stato di diritto, libertà e diritti fondamentali.
Ela ha tentato di rispedire le accuse al mittente. La copresidente Catarina Martins sostiene che «sostenere i giovani che chiedono una migliore istruzione non è una violazione dei valori dell’Ue» e accusa Ecr di utilizzare le procedure europee come mera arma politica.
La partita, dunque, è appena cominciata. Ora si pretende che qualcuno risponda.