In palio il titolo dei massimi
Guardia penitenziaria contro detenuto sul ring: a Savona un match di boxe senza precedenti
Un agente della penitenziaria di Marassi contro un detenuto con il braccialetto elettronico: in palio il titolo ligure dei massimi
Da una parte del ring, la divisa. Dall’altra, un braccialetto elettronico alla caviglia. In mezzo, dodici corde, un gong e una storia che nessuno aveva mai scritto prima. La sera di sabato 10 ottobre, nel Palazzetto dello Sport di Savona, è andata in scena una finale mai vista prima in Italia: quella dei pesi massimi, sopra i 90 chili, per il titolo di Campione Regionale Ligure ai Campionati italiani Elite di pugilato. Di fronte, due pugli di 28 anni con la stessa voglia di vincere e due vite agli antipodi.
Il poliziotto e il detenuto
Antonio Passarella è un agente della polizia penitenziaria in servizio a Marassi, tesserato per il Clan Area. Silas Marcandelli è agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, e combatte per la storica Celano Boxe. Mai, prima di questo incontro, una guardia aveva affrontato ufficialmente un detenuto in un incontro di pugilato.
A vincere, ai punti, è stato Silas. Dopo un match equilibratissimo, combattuto colpo su colpo fino all’ultimo secondo, che ha scritto una pagina senza precedenti nella boxe italiana.
Il via libera del giudice
Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza una decisione del giudice del Tribunale, che ha voluto riconoscere il valore rieducativo dello sport. Marcandelli ha così lasciato temporaneamente la casa in cui sconta la misura cautelare, con il braccialetto e sotto scorta della polizia penitenziaria. Gli stessi colleghi con cui Passarella lavora ogni giorno a Marassi, il carcere dove il suo avversario aveva trascorso le prime settimane della condanna.
Due stili, un solo verdetto
Sulla carta, la sfida era molto equilibrata. Marcandelli, un metro e 88 di stazza e un record ricco di vittorie, poteva contare sull’esperienza. Ma si è preparato tra le mura di casa, agli arresti domiciliari, senza poter usufruire di un ring e di una palestra. Passarella, dall’allungo inferiore, ma dalla struttura fisica particolarmente solida e con una solida preparazione nel Clan Area, ha dato battaglia fino all’ultimo round.
Alla vigilia, l’agente aveva detto: «Sarà un bell’incontro. Anche se nella vita ci troviamo, in questo momento, su due posizioni molto lontane, sul ring le differenze si annullano. Vincerà il più forte. Io ce la metterò tutta».
Ed è andata proprio così: sul ring, per una sera, non c’erano né guardie né detenuti. Solo due pugili.