Disordini e devastazioni
Francia a ferro e fuoco per la rivolta nelle scuole: 1.793 fermati, oltre 60 feriti, 400 istituti chiusi. Il governo accusa La France Insoumise
Si aggrava il bilancio dei blocchi studenteschi che hanno coinvolti decine di istituti scolastici francesi fino a sfociare in scontri di piazza e fronteggiamenti con le forze dell’ordine: “Allo stato attuale” fa sapere il Ministro dell’Istruzione Edouard Geffray intervistato da Bfm Tv “abbiamo avuto 65 membri del personale feriti, di cui 40 presidi” oltre a gravi danni a “oltre cento scuole superiori”.
Il clima incandescente e le violenze dei manifestanti, che daranno seguito ai blocchi anche oggi, hanno costretto le autorità a chiudere oltre quattrocento istituti scolastici, alcuni dei quali garantiranno la continuità didattica attraverso lezioni a distanza.
Devastazioni e oltre 1.700 fermati: Darmanin chiede il risarcimento ai genitori
Sebbene nelle ultime ore una parte della “gauche” francese si sia affrettata a sottolineare le ragioni del malcontento studentesco alla base delle proteste, che vanno dal sovraffollamento delle classi alla mancanza di risorse per progetti educativi e materiale scolastico, il governo francese sembra fermo nell’intenzione di individuare i responsabili delle devastazioni e delle violenze: “Quando gli insegnanti vengono attaccati, quando i servizi pubblici vengono attaccati, ovviamente, il sistema giudiziario deve intervenire” ha dichiarato il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin ai microfoni di Radio Rtl “C’è una minoranza attiva e violenta. Dobbiamo arrestare queste persone e portarle davanti alla giustizia”.
Per ora sono 1.793 le persone fermate dallo scorso lunedì di cui, fanno sapere dal dicastero della giustizia, il novanta per cento minorenni: “Ho chiesto ai Procuratori Generali di sollecitare una risposta decisa da parte dei pubblici ministeri, il più rapidamente possibile” ha fatto sapere Darmanin “Ma soprattutto di esigere che i genitori siano ritenuti finanziariamente corresponsabili per le malefatte dei loro figli”.
Infiamma la polemica politica. Tutti contro La France Insoumise
Mentre si attende l’incontro tra il Ministro dell’Istruzione Geffray, i sindacati e le associazioni studentesche, continua ad infiammare la polemica politica: non solo il Rassemblement National di Marine Le Pen ma anche le forze di governo puntano il dito contro La France Insoumise, il partito di estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, accusato di avere a più riprese fomentato le proteste studentesche. Dal canto suo, LFI respinge le accuse per bocca del suo coordinatore Manuel Bonpard che ha messo in guardia il governo dal non cadere nel “complottismo e nell’infantilizzazione degli studenti liceali”.
Intanto blocchi e proteste non sembrano voler cessare e, anzi, il fronte studentesco delle proteste studentesche si sta ampliando arrivando siano alle università. Sarà un anno scolastico caldo e anche molto, molto lungo.