Tempo di bilanci e futuro
Famiglie, Roccella: «Quasi 6 miliardi dal governo nelle manovre. Ora un aiuto a domicilio per i genitori nei primi 1000 giorni». E su Meloni: «È il mio sogno femminista realizzato»
Quando si parla di natalità e demografia «Siamo i primi a considerare la famiglia come nucleo nella sua interezza e non come sommatoria di singoli o di categorie (bambini, giovani, anziani)». Lo dice in una intervista a La Stampa, Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità del governo Meloni. Per questo guardando i dati sui nuovi nati che diminuiscono con il passare degli anni, Roccella fa notare che troppo spesso «Si sottovaluta l’impatto che sulla natalità ha avuto l’assenza di politiche pubbliche per la famiglia nel Paese che nella famiglia ha sempre avuto il suo mito identitario, dandola così per scontata e, di fatto, abbandonandola».
Politiche pro family
Guardando al passato il ministro ricorda che «La prima misura di attenzione concreta verso le famiglie, in decenni, è stata fatta negli ultimi mesi di governo Draghi introducendo l’assegno unico universale per ogni figlio. Era il marzo del 2022. Nel 2006 la cifra destinata al ministero per la famiglia era di tre milioni, un’inezia. Questo fondo ora è di 100 milioni, e nelle sole leggi di bilancio, il governo ha messo in campo quasi sei miliardi per le politiche familiari. Non si può pensare di neutralizzare, in qualche anno, gli effetti di questa lunga disattenzione, ma è da qui che siamo partiti: fare politiche pro family».
Congedo parentale e opportunità offerte dal governo
Sul congedo familiare sottolinea che alle madri l’Esecutivo lo ha «portato tre mesi all’80 per cento, gli altri sono al 30. Prima di noi tutti i mesi erano al trenta. E se il padre prende tre mesi di congedo anche non continuativi, ottiene un mese in più. Quindi in totale ci sono 10 mesi di congedo parentale più uno, di cui 9 retribuiti, oltre ai 5 mesi canonici del congedo di maternità obbligatorio. E poiché i mesi di congedo parentale non può prenderli tutti la madre, un’offerta paritaria già c’è, solo che non è un obbligo. È una premialità poco nota, che vogliamo incrementare».
Ora la figura di sostegno alla maternità e alla genitorialità
Poi la responsabile della Famiglia del governo più longevo della storia repubblicana risponde sulla “figura di sostegno alla maternità e alla genitorialità” per i primi 1000 giorni prevista dal suo Piano per la Famiglia 2025-27: si tratta di «Qualcuno che aiuti a ricostruire una comunità solidale intorno ai genitori. Viene a casa, può fare la spesa, magari tiene tuo figlio quando hai bisogno di tempo per te». Una persona che ha compenteze «Non sanitarie. Per quello ci sono le ostetriche. Niente di specialistico: è una forma di assistenza domiciliare. In Francia esiste. Abbiamo stanziato 150 milioni di euro per i centri per le famiglie: starà a loro usarli anche per questo». E sul family welfare manager «Stiamo promuovendo un master per formarlo. Coordinerà tutti gli attori coinvolti nell’offerta delle politiche e dei servizi di welfare familiare. L’obiettivo immediato è creare reti che propongano e attuino modelli di gestione di politiche familiari» mentre quello a lungo termine è «Un cambio culturale in quelle politiche: le famiglie vanno sostenute a prescindere da patologie e disfunzionalità, costruendogli attorno una rete simile a quella che prima offrivano le comunità. Noi abbiamo deciso di farlo attraverso i centri per la famiglia che offrono servizi, sostegno, informazioni».
E sul fronte delle pari opportunità «Abbiamo spinto sulla conciliazione vita-lavoro e sta partendo una nuova certificazione per le imprese proprio su questo. La certificazione di parità non è nata con noi ma la abbiamo spinta tanto. Abbiamo già certificato 15mila aziende».
Meloni, sogno femminista realizzato
Infine la domanda sul futuro: ultimo anno di legislatura alle porte, elezioni ormai sempre più vicine e Giorgia Meloni sempre più stimata dai cittadini italiani, come dimostrano i sondaggi sul gradimento dei leader e dei partiti. E dunque l’ipotesi di un governo bis e l’ipotesi di un nuovo mandato anche per i suoi ministri. Roccella non chiude la porta e rilancia: «È un momento complicato nella mia vita personale. Ma Meloni è la mia leader e il mio sogno femminista realizzato. Sarò quindi sempre molto sensibile e quello che mi dirà e chiederà».